Antismog, Doria non fa pesce d’aprile e Le Monde sbaglia titolo

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Non toglieteci la Vespa, fa parte della nostra storia
Non toglieteci la Vespa, fa parte della nostra storia
Appello degli intellettuali genovesi al sindaco Doria: non toglierci la Vespa, fa parte della nostra storia culturale e popolare

GENOVA. 28 GEN. Run! Run! Run! I vespisti ieri sono saliti in Sala Rossa per contestare l’ordinanza Antismog e chiedere per la terza volta alla commissione consiliare di Tursi di fare ragionare il sindaco Marco Doria, il quale “deve ritirare l’inutile provvedimento che non risolverà il problema dell’inquinamento, provocato più che altro da porto e centrale Enel”. In attesa di una grande manifestazione in città, già preannunciata dai 20mila scooteristi genovesi traditi da Tursi, i vespisti si riuniranno ancora in via Garibaldi davanti alla commissione consiliare, in programma venerdì 5 febbraio.

Intanto, la storia della rivolta delle Vespe continua a fare il giro dei media europei e l’altro giorno è stata raccontata anche su Le Monde. Il prestigioso quotidiano ha anche citato il pezzo scritto sul Corriere della Sera dal bravo giornalista genovese Francesco Cevasco, milanese d’adozione, metà nobile e metà radical chic, che si è schierato con le Vespe: “toglieteci la Vespa; e poi toglieteci il mare; e poi toglieteci il vento di tramontana; e poi… La Vespa è la nostra storia”.

Il titolo di Le Monde è stato: <La vespa “non grata” a Genes> anziché “non gradita” oppure, se l’intenzione era quella di esprimere un altro concetto: “Genova non grata alla Vespa” ossia a una sua identità storica, che fa parte della tradizione culturale e popolare della città.

 

Il corrispondente da Roma Philippe Ridet, che invitiamo volentieri a visitare Genova,  ha anche indicato la data del primo aprile come quella dell’entrata in vigore dell’ordinanza Antismog. Invece, Doria aveva già annunciato che il provvedimento dovrebbe essere operativo dal 4 aprile.

Pertanto, non si tratta affatto di un pesce d’aprile. Il sindaco ha sospeso il provvedimento, ma è fermo sulla sua posizione e ha intenzione di andare avanti, senza fare sconti a nessuno. Neanche alla storia. Fabrizio Graffione

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