Anche il social oggi richiede il suo giornalista

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Paola Bottelli
Paola Bottelli
Paola Bottelli

GENOVA. 4 DIC. I social sono di  moda. Non è solo un gioco di parole. Anche nella moda per chi fa il giornalista (dal free lance al direttore di magazine, dal blogger al fotografo), sfilare sulla passerella dei social è d’obbligo. Per farsi  notare e non diventare invisibili.  Anche qui c’è di tutto: gossip e notizie, chiacchiere e tendenze, foto splendide e spazzatura.

Numeri importanti e pubblicità nemmeno occulta. Insomma:  se il Diavolo veste Prada, quei diavoletti dei social rivestono con le loro tentazioni il nostro modo di lavorare. Che non  finisce mai. Sempre connessi, sempre sul pezzo, sempre a sbirciare cosa scrive Tizio sul vestito di Caia,  e cosa dice Caia del suo nuovo amore e via twittando.

“Il web ha cambiato completamente la nostra vita”, spiega Paola Bottelli, giornalista di moda del Sole 24 ore e seguita  anche per il suo blog Backstage. “Se penso a come si lavorava al giornale, questo di oggi è un altro mondo. Fino a pochi anni fa si arrivava in redazione in tarda mattinata, tranquilli,  magari avendo già sfogliato i quotidiani a casa.  E chi aveva <chiuso> a tarda sera, ritornava con calma  il giorno dopo nel primo pomeriggio. Non che fosse tutto rose e fiori,  ma c’erano tempi diversi, più dilatati.  Adesso non ti fermi mai: appena ti alzi, anche alle 6 del mattino, subito controlli se c’è qualche notizia da commentare o postare.  Da un lato è un bene,  perché sei sempre aggiornato, dall’altro siamo tutti un po’ schiavi e molto meno profondi…”

 

“Quindi il giornalista, anche sui social, deve offrire un valore aggiunto, non essere un veicolo di notizie altrui. Bisogna saper filtrare, scremare. E poi aggiungere qualcosa in più: la propria opinione, un lavoro di banchmarking, di confronto sistematico di come lavorano le aziende.  Se una azienda  annuncia che i suoi ricavi sono in crescita,  bisogna verificare di quanto è in crescita rispetto al settore: perché se dice che cresce cinque, ma la media del settore è dieci, chiaramente la crescita di quella azienda è bassa. Insomma, come diceva San Tommaso, bisogna mettere il naso, fare  delle valutazioni anche critiche, soprattutto se rappresenti un importante strumento di informazione.  Certo, puoi dare noia.  Ma questo fa parte del  nostro mestiere”. – continua la Bottelli che afferma anche che le cose ad oggi (per lei ) sono migliori perchè è tutto molto più dinamico. Lo svantaggio è che si lavora all’infinito. Ma è inutile rimpiangere il passato: bisogna prendere il meglio presente. Che corre velocissimo, ed i  giornalisti devono correre più di prima.

FRANCESCA CAMPONERO

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