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AMT GENOVA: FINITA LA “TREGUA DI FERRAGOSTO”, DOMANI SI TORNA A TRATTARE. INCONTRO SINDACATI-AZIENDA. BISOGNA CHIUDERE ENTRO IL 30 AGOSTO

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GENOVA 20 AGO. Amt. La “tregua di Ferragosto” è finita. Il clima rimane bollente, sia negli sbuffi d’aria africana che gravano sulla città, che tra le parti immerse nella vertenza azienda-sindacati per chiudere entro il 30 agosto la trattativa sul Tpl che verrà.

Già domani, martedi 21 agosto, infatti, è in agenda un ennesimo incontro nelle stanze dei bottoni di Via Bobbio, sede di Amt-Genova, tra parti sindacali e dirigenza dell’Azienda Mobilità e Trasporti genovese. Si attendono le controproposte dei lavoratori sul piano industriale posto sul tavolo dalla Presidenza Amt che poco prima della pausa di mezza estate era già stato giudicato irricevibile dagli addetti al comparto. Si tratta, soprattutto del contratto di solidarietà per circa 500 lavoratori a terra , con riduzione di orario pari a circa il 24% del monte ore lavorative per 24 mesi.

La delibera approvata dal Consiglio Comunale a Tursi pianta dei paletti ben precisi, prevedendo la chiusura della partita entro e non oltre il 30 agosto prossimo. 10 giorni di passione per trovare un punto di incontro tra sindacati e azienda, altrimenti, se sarà rottura, da settembre sarà bufera di agitazioni e scioperi, anche selvaggi, con i bisonti arancioni lasciati a motore spento in rimessa senza preavviso.


Dopo l’annuncio, confermato anche dall’Assessore Regionale ai Trasporti Enrico Vesco, di un taglio al Tpl urbano complessivo intorno ai 6 milioni di Euro, le ultime parole del Sindaco Marco Doria prima delle ferie agostane erano contenute in una lettera aperta sul contenzioso: “Si deve trovare il modo di contenere il costo del lavoro, senza toccare i posti degli occupati. Questo è il tema della trattativa” – scrisse il primo inquilino di Tursi.

Sul tavolo del confronto di domani anche la conferma della scelta di cedere ai privati una quota di Amt, anche pari o superiore alla “golden share” del 51%, che non piace per nulla agli alleati di maggioranza di Doria a Tursi della Federazione della Sinistra: era già successo al Sindaco Beppe Pericu di perdere voti in Consiglio Comunale con il “niet” di Rifondazione Comunista sulla decisione di allora di vendere pezzi di Amt a privati. Ora la patata bollente è in mano a Marco Doria: sta a lui trovare un’alchimia politico-amministrativo-finanziaria per provare a non scottarsi.

Per quanto riguarda le posizioni sindacali non c’è ambiguità di vedute. L’Ugl, per esempio, fa sapere, senza giri di parole, che: “[…] ancor oggi, in maniera demenziale, si continua a tenere la testa sotto la sabbia, essendo convinti che un taglio degli stipendi sia la panacea dei malori del Trasporto Pubblico Locale, ignorando che questo ha bisogno invece di decisioni ed investimenti a costo zero, per aver motivo di esistere”.

Ma “è purtroppo noto – accusa ancora il sindacato – che, pur di non prendere decisioni importanti e vitali per il Tpl, inimicandosi alcuni elettori o amici, si preferisca pagare, se soprattutto i soldi escono dalle tasche altrui: l’esempio più eclatante è stato dato dalla gestione francese, consulenze a pioggia su decisioni ed azioni che il Comune aveva messo nero su bianco e non ha avuto il coraggio e la forza di fare”.

Al Sindaco in carica da maggio il sindacato dice chiaro e tondo che: “mai, come in questo momento abbiamo bisogno di qualcuno che prenda decisioni vere su Amt e Tpl”.

Marcello Di Meglio

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