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Amichevole: Hoffenheim-Genoa 2-3, vittoria di lusso

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Juric

GENOVA 23 LUG.  Nel piccolo stadio della cittadina austriaca, affollato di supporter tedeschi vista la distanza ridotta, Hoffenheim e Genoa si affrontano in un test amichevole utile per i rispettivi percorsi. Una quarantina i sostenitori arrivati dalla Liguria e pure da Neustift, sede della prima parte del ritiro chiuso oggi. Gambe imballate per i carichi. Altre indicazioni da annotare sul taccuino e da proiettare  nelle analisi alla ripresa a Pegli.

Senza gli elementi indisponibili, il Grifone costruisce subito la prima occasione sull’asse Lazovic-Simeone: sul traversone dell’esterno, l’attaccante manca l’aggancio per un soffio. Gli avversari rispondono rendendosi pericolosi con Uth, poi sugli sviluppi di un corner gonfiano la rete al 5′, con una perentoria deviazione di testa firmata da Szalai. Match subito in salita. La risposta non si fa attendere con un bel suggerimento di Bertolacci, sul quale Ninkovic incorna trovando i guanti del portiere Baumann.

Più avanti nella preparazione l’Hoffenheim è pimpante e al 12′ va vicino al raddoppio con un tocco felpato di Uth. Il Grifo si distende con una certa disinvoltura, nella propria metà campo fatica invece a prendere le misure e interrompere le trame. Le frecce teutoniche sono velenose, i rossoblù alzano gli scudi per proteggersi. Al 20′ Zuber lascia partire un destro a giro che sibila vicino alle orecchie di Perin e al palo di sinistra. Il controllo del gioco è dalla parte dei ragazzi del tecnico Nagelsmann. Il Genoa però si rianima e al 25′ con una ripartenza trova il pareggio. E che pareggio! E’ splendida la stoccata di Ninkovic dal limite che si infila sotto la traversa.


Con il passare del tempo il Genoa trova equilibrio e, dopo aver rischiato di incassare un dispiacere dal solito Uth, ribalta il punteggio con un prodigioso missile di Veloso che si infila nel sette. L’impatto sulla sfera è da manuale, il portiere assiste e lo sportivo pubblico si spella le mani. Complimenti. Ora il match gira a favore. Rigoni e compagni accorciano meglio, fanno un possesso intelligente, stimolano a uscire dal guscio i dirimpettai, che calano i ritmi e diminuiscono il pressing furioso azionato dall’avvio.  Il tempo si chiude sul 2-1. C’è da lavorare per stringere le maglie, migliorare le uscite e perfezionare i sincronismi, ma alcuni segnali sono interessanti e promettenti. Come al mare sotto l’ombrellone, filtrano raggi di luce in questo calcio di luglio.

Con le maglie da trasferta presentate in settimana, entrano dopo l’intervallo Gentiletti e Pandev. Capita tra i piedi del coriaceo Simeone l’opportunità per il tris, gli avversari si salvano non si sa come. Zuber cerca di emulare Veloso sganciando un sinistro che termina fuori di poco. E’ un batti e ribatti con coast to coast da una parte all’altra senza tirare il fiato. Sul sinistro di Ninkovic dopo un’azione manovrata, il pallone viene colpito di forza senza precisione. Il ‘Cholito’ espleta una mole di lavoro immane, facendo ammattire i marcantoni che lo guardano a vista. L’Hoffenheim prova ad affondare, il Genoa ribatte colpo su colpo e mister Juric comanda le operazioni con la solita carica. A tratti si sente solo lui.

Corner e punizioni non sfociano in preoccupazioni dalle parti di Perin, graziato da Szalai che da posizione laterale cicca clamorosamente. Il portierone fa vedere di che pasta è fatto deviando in corner una rasoiata ravvicinata, poi deve raccogliere in fondo al sacco la seconda rete sempre da palla inattiva. Una fotocopia del gol subito in apertura, materiale da sezionare al microscopio. Questa volta è Hoogma a prendere il tempo alla difesa e angolare con una capocciata non potente ma millesimata sul secondo palo. La formazione è ritoccata con altri cinque innesti dalla panchina, la girandola di sostituzioni è massiccia anche sull’altro versante. Cresce alla metà della ripresa l’Hoffenheim, pericoloso con una incursione di Gnabry che si guadagna l’angolo.

Rispetto ai giocatori scesi in campo in apertura, le squadre hanno una faccia completamente diversa. Sugli spalti i tifosi del Grifo assiepati dietro la porta scaldano le ugole per sostenere la squadra. Pandev e compagni coprono il campo, senza trovare più la forza di innescare la miccia in area avversaria. Si suda in tribuna a stare fermi, figuriamoci per chi si spara il campo su e giù.  Finita qui? Macché! Come a raschiare sul fondo ogni residua energia, il Genoa batte il terzo colpo con un altro gol d’autore di rara bellezza. E’ Galabinov a schiacciare nella porta con un bolide di sinistro che carambola dentro dai venti metri. Smack! La vittoria è servita su un piatto d’argento e si vola a Genova con un risultato che non vale punti in classifica, ma una iniezione di fiducia grande così.

Genoa: Perin (c), Munoz (1’st Gentiletti), Zukanovic (37’st Morosini), Spolli (15’st Rosi), Lazovic (20’st Salcedo), Laxalt (20’st Omeonga), Bertolacci (20’st Fiamozzi), Veloso (15’st Cofie) , Simeone (20’st Galabinnov), Ninkovic (20’st Hiljemark), Rigoni (1’st Pandev). A disposizione: Lamanna, Zima. All. Juric.

Arbitro: Leonfellner / Assistenti: Baier e Undesser.

Reti:  pt 5′ Szalai, 25′ Ninkovic, 28′ Veloso; st 17′ Hoogma, 39′ Galabinov.

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