Ambiente, Beigua patrimonio Unesco e “mustang” Val d’Aveto protetti

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Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, appassionato cacciatore
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, cacciatore sfegatato, ma anche amante dell'ambiente e dell'entroterra ligure
Il presidente Francesco Bruzzone: cacciatore sfegatato, ma anche amante dell’ambiente e dell’entroterra ligure

GENOVA. 21 LUG.  Riunire i cavalli bradi della Val d’Aveto in una grande area del Parco dell’Aveto, risolvendo una difficoltà di convivenza che si trascina da tempo tra i “mustang” del Tigullio e gli agricoltori, trasformando un polemica in risorsa turistica.

È la proposta avanzata dal presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, che da tempo si interessa al fenomeno che coinvolge un branco di 150 cavalli bradi alle spalle di Chiavari. Si tratta di individuare una vasta area demaniale all’interno del Parco dell’Aveto delimitandola con uno speciale recinto a banda elettrificata che non consenta ai cavalli di allontanarsi, ma permetta il passaggio degli altri animali.

“Sarà l’Ente Parco a gestirli – ha spiegato oggi Bruzzone – e chiunque vorrà vederli potrà recarsi in quella zona da cui gli animali non potranno allontanarsi e non creare più problemi agli agricoltori della zona”.

 

Inoltre, il presidente Bruzzone ha ricordato che il Parco del Beigua, patrimonio dell’Unesco, in questi giorni è stato “sotto esame” dei super tecnici dell’ente internazionale: si chiudono oggi, infatti, le verifiche periodiche effettuate dalla celebre organizzazione delle Nazioni Unite, che dal novembre scorso ha attribuito al parco regionale ligure il prestigioso riconoscimento di patrimonio inserito nel “Unesco Global Geopark”.

Gli ispettori dell’Unesco Ibrahim Komoo e Josè Maria Barrera, ieri sera, sono stati accolti da Bruzzone e dal presidente del Parco regionale del Beigua Daniele Buschiazzo, oltre che dai sindaci dei Comuni che rientrano nell’area protetta.

«Il recente inserimento del Parco regionale del Beigua fra i siti tutelati dall’Unesco è un traguardo importante per tutta la Liguria e l’azione condotta dai due ispettori può dare impulsi stimolanti per un’ulteriore riqualificazione di questo territorio – ha aggiunto Bruzzone –  Anche l’incontro di ieri è stato, quindi, strategico per il futuro del Parco, che deve continuare a  rappresentare una risorsa importante per la Liguria sotto il profilo naturalistico e turistico, pur mantenendo e salvaguardando – ha sottolineato – le tradizionali attività che hanno legato l’uomo di queste terre all’ambiente agro-silvo-pastorale».

Il Parco Regionale del Beigua si estende su 8 mila 700 ettari suddivisi fra dieci Comuni delle province di Savona e di Genova.

 

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