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ALLUVIONE. LA SITUAZIONE E GLI INTERVENTI SULLE PROVINCIALI

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fiume trebbia

fiume trebbiaesondazione entellaGENOVA. 11 OTT. Un’ alluvione che sembra non avere fine. Dopo aver in modo colpito in modo devastante Genova e il territorio, nubifragi e frane questa notte hanno continuato ad abbattersi su città e vallate, provocando nuovi danni e criticità anche sulle strade provinciali, dove sono in corso numerosi interventi e sopralluoghi dei tecnici.

Squadre e mezzi della viabilità provinciale sono impegnati in Valle Scrivia per riaprire tra qualche ora, nel primo pomeriggio – a senso unico alternato e per ora ai mezzi leggeri – la provinciale 226 a Ponte di Savignone, dove la violentissima piena dello Scrivia, che nell’alluvione ha superato i ponti, ha aperto un varco nel muro di sostegno, subito prima del tratto rifatto dopo l’alluvione del 2011, portandosi via cinquanta metri cubi di materiale sotto la carreggiata.

Sono in corso gli interventi di ripristino, con massi, blocchi di calcestruzzo e ghiaia per consolidare la strada e far riprendere la circolazione. Se le condizioni meteo lo consentiranno i tecnici della Provincia contano di riaprire il transito da lunedì anche ai mezzi pesanti.


Più complicata la situazione, sempre sulla 226, a Casella dove la furia dello Scrivia ha demolito un centinaio di metri del muro d’argine della variante che corre parallela al torrente. Il transito è deviato sulla viabilità comunale di Casella e per ricostruire il muro d’argine, secondo le prime stime, servirà una somma intorno ai quattrocentomila euro.

Per la chiusura della stessa provinciale nel centro del martoriatissimo Comune di Montoggio sarà necessario prima che venga ripristinato il collettore, sotto la strada, del rio che ha invaso la carreggiata.

In Val Fontanabuona sono in corso gli interventi di sgombero di una frana che si è abbattuta nella notte sulla provinciale 23 della Scoglina a Favale di Malvaro e i tecnici contano di riaprire la strada nelle prossime ore. Riaperta e transitabile la provinciale 30 di Camogli dopo gli allagamenti della notte per i violentissimi nubifragi che hanno colpito il levante.

Uomini della Provincia in azione anche sulla 333 di Uscio, che è comunque transitabile, per cadute di pietre e alberi (soprattutto sul versante fontanino della strada, dove i tecnici provinciali hanno immediatamente segnalato all’Enel la necessità di intervenire per mettere in sicurezza alcuni cavi elettrici pericolanti).

Le piene nel bacino dell’ Entella impongono, per motivi di sicurezza, il mantenimento della chiusura al transito dei ponti di Comorga, sulla provinciale 225 a Carasco, e di Caperana, sulla 33 dir a Cogorno.

Purtroppo la notte scorsa «le barriere di chiusura di questi ponti sono state vandalizzate e abbattute – dicono i tecnici – da qualcuno che irresponsabilmente ha messo a rischio in questo modo la propria e l’altrui sicurezza, obbligandoci a ripristinarle con squadre che avrebbero potuto meglio essere impiegate sul territorio in questi giorni di estrema difficoltà».

Restano chiuse al momento le provinciali 62 “Franco Rolandi” a Torriglia (dove sono in corso gli interventi, estremamente difficoltosi per il maltempo, sulle frane) la 15 del Brugneto a Conio Aveno nel Comune di Rondanina dove l’alluvione ha quasi cancellato un tratto di quaranta metri di carreggiata, facendo anche peggio su un’altra provinciale chiusa, la 21 di Neirone dove sul lato della Val Trebbia i metri di carreggiata demoliti sono un centinaio, e poi sono chiuse la 20 di San Marco d’Urri e la 586 della Val d’Aveto al km. 49,2 nel Comune di Borzonasca per un altro grosso cedimento della carreggiata.

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