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ALLUVIONE. GABRIELLI IN SENATO: “NON C’E’ STATA RISPOSTA ADEGUATA DALLA REGIONE”

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gabrielli senatoburlando-commissione-senatoGENOVA. 30 OTT. Si sono svolti ieri a Roma presso il Senato le audizioni di Burlando e Gabrielli a Commissioni congiunte dei Lavori pubblici e Ambiente sul tema dell’ alluvione che si è conclusa con unattacco e polemica nei confronti di Burlando, mentre non è stato ascoltato il Sindaco Marco Doria per mancanza di tempo; per questo motivo verrà fissato un nuovo appuntamento.

Burlando oltre ad esporre i fatti ha precisato che “finché non saranno conclusi tutti i lavori sul Bisagno, la zona di Genova interessata dal fiume sarà sempre esposta ad un rischio molto grande” e che senza un’azione disolidarietà nazionale le imprese e i commercianti colpiti dall’alluvione non se la potranno cavare”.

Da qui la richiesta, nella legge di Stabilità, di altri 50 milioni per aiutare chi ha perso tutto con l’alluvione. “Serve uno sforzo equilibrato tra centro e periferia, altrimenti l’area non ce la farà a riprendersi”.


L’intervento del presidente Claudio Burlando è stato seguito inoltre da una contestazione dei commissari per la scarsità del tempo a disposizione per le ottenere risposte a tutte le domande.

Dopo Burlando la parola è passata al direttore della Protezione civile Franco Gabrielli che è stato polemico nei confronti della Regione Liguria.

Secondo Gabrielli durante l’alluvione del 9 ottobre “non c’è stata una risposta adeguata dalla Regione Liguria. La mattina del sabato sono andato a Genova, ho chiesto se ci fosse la necessità di movimentare le colonne nazionali e chi era presente a quel consesso non ha potuto non ascoltare che io ho detto ‘lasciamo da parte le polemiche sull’allerta meteo, adesso la cosa più importante è far sentire ai cittadini la vicinanza delle istituzioni’. Anche perché, venendo dall’aeroporto, non avevo visto una divisa di un volontario e una divisa di un vigile del fuoco. E ho chiesto per ben due volte se ci fosse stata la necessità di mobilitare le colonne nazionali. Quando mi è stato detto che non era necessario, l’ho ritenuto una cosa normale – una regione che ha 6.700 volontari può fare tranquillamente da sé. Il sistema nazionale è stato allertato alle ore 12 della domenica successiva e il giorno dopo su tutti i giornali si leggevano titoli della serie ‘lasciati soli’, cose che non si sono verificate in altre realtà dove evidentemente la risposta è stata adeguata”.

Poi un vero e proprio attacco nei confronti del governatore ligure: “Burlando non è ben chiaro. La Protezione civile è responsabile solo della protezione non strutturale. Chi afferma il contrario dice qualcosa ‘contra legem’. Le grandi opere non spettano alla Protezione civile”.

Per l’allerta meteo, prosegue Gabrielli: “la titolarità spetta ai Centri Funzionali. La Liguria appartiene ai quel tipo di centri meno cautelativi, ma che fanno previsioni più precise. Le previsioni Arpal di quel giorno sono state perfette al millimetro. Dalle 22 sono poi caduti 135 mm di pioggia che hanno cambiato tutto”.

Poi ha aggiunto: “la ricerca sempre del capro espiatorio è sbagliata. Dobbiamo essere più Paese e anziché ammazzare il sindaco di turno, dovremmo essere al suo fianco…  “Dobbiamo finirla di crocifiggere i sindaci: i sindaci sono il terminale del sistema di protezione civile e sono i soggetti più esposti, spediti al fronte di una guerra senza gli strumenti per fronteggiarla”…

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