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All’Enoteca Regionale di Ovada è di scena il Gavi, l’Ovada e il Dolcetto

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All’Enoteca Regionale di Ovada di scena il Gavi, l'Ovada e il Dolcetto

Giovedì 12 ottobre a Ovada all’Enoteca Regionale si incontrano e si assaggiano tre vini: il Gavi DOCG, l’Ovada DOCG e il Dolcetto di Ovada DOC.

Sono queste tre denominazioni che rappresentano il Cortese e il Dolcetto, due vitigni storici e autoctoni, le protagoniste di una riunione aperta, organizzata dai 3 Consorzi di Tutela, che attraverso un dibattito e un banco di assaggio coordinato da AIS, vogliono raccontare, insieme, le diverse anime dell’Alto Monferrato, l’area geografica del Piemonte più vicina al Mar Ligure.

La posizione geografica e il clima, con forti escursioni termiche; il terreno, che si alterna calcareo e argilloso e la storia che condividono, ad aver reso questa terra di Piemonte un luogo ricco di fascino e seduzione, in cui l’eccellenza enologica del Gavi e dell’Ovada si lega ad un patrimonio turistico e gastronomico mai abbastanza conosciuto.


Siamo nell’Oltregiogo, oltre il valico montano della “Superba”, dove il vento Marino che attraversa i filari, soffiando da sud, carica di profumi e di sapori minerali e sapidi il vino e porta l’influenza di Genova anche nel cibo – oltre alle specialità piemontesi qui sono tipiche le farinate, le focacce, le acciughe, le torte di verdure.

Una storia comune, legata alla Liguria che ha marcato similitudini e differenze.

Da una parte il Gavi, Cortese 100%, il vino delle Corti Genovesi, che attraverso le grandi famiglie di armatori, Doria, Adorno, Grimaldi, partiva già nel 18° secolo da Genova  alla conquista dei mercati internazionali. Oggi il Gavi DOCG esporta quasi l’85% delle sue bottiglie  prodotte (in totale sono 13.000.000) in oltre 70 paesi nel mondo.

Dall’altra il Dolcetto un vitigno già coltivato intorno al 1200 che in queste colline trovava l’habitat migliore per esaltare le sue caratteristiche  e ben si sposava con le carni, gli agnolotti, i funghi diventando così la prima DOC di Dolcetto in Piemonte e il vino più tipico e tradizionale di questa zona, a cui rimane legato per consumi e diffusione.

Il Gavi e il Dolcetto sono spesso conosciuti per la loro freschezza, la mineralità, la facile beva. In realtà per entrambi un prolungato affinamento in bottiglia permette di esaltare il patrimonio fenolico e di portare in tavola vini sorprendenti ed longevo, che esaltano le caratteristiche dei rispettivi vitigni.

E’ intorno a questi spunti che giovedì 12 ottobre si confronteranno le tre denominazioni davanti ad una platea di sommelier e di winelovers che potranno degustare tutte le espressioni di queste denominazioni.

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