All’ Altrove “Questa immensa notte”

0
CONDIVIDI
Questa immensa notte al Teatro Altrove
Questa immensa notte al Teatro Altrove
Questa immensa notte al Teatro Altrove

GENOVA. 15 DIC. Venerdì 18 e Sabato 19 dicembre 2015, ore 21.00 al teatro Altrove è in programma “Questa immensa notte” di Chloë Moss, Regia Laura Sicignano Con Cristina Cavalli e Raffaella Tagliabue. Produzione Teatro Cargo.

Scelto tra i migliori spettacoli della Stagione 2014/2015 da Milanoteatri.it e Premio Sonia Bonacina 2014 lo spattacolo racconta due donne che provano a ricominciare. Quando Loredana è rilasciata dal carcere, va alla ricerca della sua amica Mary. Se le due donne in prigione condividevano ogni cosa, ora la loro amicizia, che un tempo le proteggeva, rischia di soffocare quella fragile libertà che hanno ritrovato. Anche se sono “fuori”, hanno il carcere nella testa. Due fragilità che cercano di sostenersi falliranno. Riescono solo a scannarsi. O forse due donne insieme riescono a ritagliarsi un piccolo angolo di giardino, dove per un’ora al giorno batte anche il sole.
Quando Lorraine e Marie escono di prigione, il mondo esterno non le può aiutare, ma le soffoca e le intimorisce. Tutto quello che prima evitavano – l’alcool, gli altri o la vita stessa – ora esplode e le travolge. Anche se sono “fuori”, hanno il carcere nella testa. Due fragilità che cercano di sostenersi falliranno. Riescono solo a scannarsi. O forse due donne insieme riescono a ritagliarsi un piccolo angolo di giardino, dove per un’ora al giorno batte anche il sole.

“Queste due donne hanno storie comuni alla maggior parte delle carcerate. – dice la regista- Sono vittime assassine, madri tossicomani o alcoliste; hanno storie infantili di abbandono. Dentro, in prigione, gli è scivolata via la femminilità: sono diventate fantocci asessuati. Nonostante ciò non hanno perso dignità. Quando escono il mondo le respinge. Il monolocale nella periferia della grande città senza nome dove le due donne si sono rifugiate, uscite di prigione, in realtà non ha pareti. Ma lì dentro loro non sanno far altro che rivivere le relazioni e le dinamiche carcerarie. Sono amiche, madre e figlia, amanti, sorelle, nemiche… il carcere lo hanno nella testa. Eppure dentro a queste vite slabbrate, inesorabilmente sbandate, sconce e disperatamente perdenti, c’è ancora ironia.”.

 

FRANCESCA CAMPONERO

LASCIA UN COMMENTO