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ALCUNE REAZIONI DOPO IL VARO SULLA LEGGE REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

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assistenzialismo scolastico e che fa segnare un preoccupante arretramento sul piano del diritto allo studio”. Morgillo capogruppo di Fi: “Questo testo non ci va bene perché recita il -de profundis- per il buono scuola e, cosa ancor più grave, non tiene conto di un principio per noi irrinunciabile: la libertà di scelta delle famiglie tra scuola pubblica e scuola non statale. Per i prossimi anni, per chi iscrive i propri figli alla scuola non statale, sussistono ancora maggiori incertezze, in quanto la definizione dei criteri e dei parametri è demandato alla Giunta”. Poi conclude rincarando la dose: “Chi ha approvato questa legge si è reso complice di un vero e proprio attentato alla libertà di scelta in un settore vitale per la nostra società: l’istruzione”.
Anche all’Unione degli Studenti di Genova la legge non è gradita. Oltre al preannuncio di autunno “caldo”, in una nota si legge: “Ingiustificato l’ammontare delle borse di studio previsto per le scuole primarie, pari a 600 euro, in quanto rappresentano unicamente un contributo per rette di istituti paritari”. Per quanto riguarda le borse di studio riservate alle scuole secondarie: su una spesa complessiva stimata in 1000 euro, il contributo regionale non va oltre il 50%. Gli studenti delle scuole paritarie potranno invece beneficiare anche di un contributo della retta e quindi avranno garantito il 100% della borsa di studio”.

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