Albertazzi oggi lascia le scene della vita

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Giorgio Albertazzi
Giorgio Albertazzi
Giorgio Albertazzi

GROSSETO. 28 MAG. Questa mattina alle 9 si è spento Giorgio Albertazzi, aveva 92 anni. Con lui se ne va una delle più importanti figure del teatro italiano del Novecento.
“Vengono a vedermi in tanti a teatro forse perchè pensano che potrebbe essere l’ultima volta ormai”. Lo diceva ultimamente mostrando quell’ironia e intelligenza che lo hanno sempre contraddistinto. Avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 20 agosto, ma il suo cuore oramai sofferente si è fermato.

Quel cuore il cuore che assieme alla passione, sono stati il motore e la ragione della sua vita di attore e uomo  che tanto ha amato e tanto recitato incantando generazioni di fans.

Nato a Fiesole, aveva iniziato a fare l’attore imparando a recitare da mostri sacri come Renzo Ricci e Memo Benassi. Nel ’49 entra già dalla porta principale: Troilo e Cressida di Shakespeare, con la regia di Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino.Da quel momento Albertazzi è sempre rimasto in prima linea e sulla cresta dell’onda. Dal 1956 inizia a lavorare con Anna Proclemer con cui nacque anche una bella e tempestosa storia d’amore . Due leoni che si contrastavano  come era giusto fosse tra” due prime donne”. Insieme Albertazzi e Proclemer hanno fatto centinaia di testi. Moltissimi i traguardi: nel 1964, in occasione del 400º anniversario della nascita di Shakespeare, debuttarono all’ Old Vic di Londra con Amleto, diretto da Franco Zeffirelli, nel ’69 alla Scala di Milano in Edipo re di Sofocle

 

Nel 1996 si impegnò  anche in politica,si era candidato alla Camera sostenuto dal centrodestra, ma lui si definiva “un anarchico. Per essere più precisi un anarchico di centro”.

Bello, biondo e aitante da giovane, ma anche adesso con il viso più scavato era sempreprestante, forse solo un po’ immalinconito. Grande amante delle donne da cui è stato profondamente amato , di loro diceva “delle mie donne ricordo tutto. Rammentano ogni attimo, ogni dettaglio d’amore. Se non ci fossero le donne, la vita sarebbe come una stanza chiusa senza finestre. Noi uomini siamo molto più grezzi. Ecco, la donna è una finestra che si apre”. Ci piace ricordarlo così.

FRANCESCA CAMPONERO

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