Albaro, sequestrate le case di piacere di lusso

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Blitz antiprostituzione: i carabinieri hanno denunciato una cubana per favoreggiamento e sfruttamento dell'attività di meretricio
Blitz antiprostituzione: i carabinieri sequesrano sei alcove di lusso in Albaro e alla Foce
Blitz antiprostituzione: i carabinieri hanno sequestrato sei alcove di lusso in Albaro e Foce

GENOVA 4 DIC. Offensiva antiprostituzione in Albaro e alla Foce. Con l’impiego di 30 militari e 10 mezzi del Comando Provinciale Carabinieri, si è conclusa oggi una complessa indagine del Nucleo Operativo della Compagnia  di GE – San Martino in cui sono state eseguite 12 perquisizioni domiciliari e personali, nonché sequestrati 6 immobili di pregio che nascondevano altrettante “case di piacere”.

L’indagine sulle alcove genovesi è stata attivata a seguito di alcuni esposti e lamentele pervenute da cittadini residenti negli stabili, dove veniva esercitato il meretricio. Le investigazioni hanno riguardato un’organizzazione di oltre cinque persone, portando a denunciare in stato di libertà 5 cittadini italiani resisi responsabili a vario titolo di esercizio abusivo di case di prostituzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Gli indagati hanno gestito un giro di prostituzione di cui si sono rese protagoniste una decina di donne di origine italiana e straniera, le quali hanno esercitato il mestiere più antico del mondo in appartamenti situati nelle zone residenziali e di pregio di Genova.

 

A capo dell’organizzazione, secondo i carabinieri, è stato individuato Franco Romeo, genovese, gestore di un bar della zona di Albaro, il quale, unitamente ad altri complici, provvedeva  a procacciare appartamenti di pregio (almeno una decina) ed a metterli a disposizione delle prostitute includendo i servizi tra cui  di “catering” e logistici  per gli spostamenti da un appartamento all’altro, in quanto le donne venivano fatte abilmente ruotare per eludere i controlli. Romeo ha però respinto ogni accusa, dichiarandosi estraneo ai fatti contestati.

Le giovani donne inserzionavano su vari siti online offerte e prestazioni, pubblicizzando il professionale esercizio di  massaggi orientali (tantra) svolto in ambienti raffinati ed esclusivi o qualsivoglia esoterico piacere. Inserzioni mai volgari, ma che  con garbo evidenziavano l’esclusività, la raffinatezza e, soprattutto, la riservatezza dei servizi offerti. Per la clientela di pregio, professionisti ed imprenditori, il volume di affari dell’attività illecita, trattandosi di svariati appartamenti e di decine di prostitute, è sicuramente di migliaia di euro con lauti margini di guadagno per tutti i protagonisti.

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