Alan Lomax in Italia al Ducale

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Palazzo Ducale dal 12 al 27 settembre prossimo si potrà visitare una mostra, di alcune fotografie che Alan Lomax fece durante il suo viaggio in Italia
Palazzo Ducale dal 12 al 27 settembre prossimo si potrà visitare una mostra, di alcune fotografie che Alan Lomax fece durante il suo viaggio in Italia
Palazzo Ducale dal 12 al 27 settembre prossimo si potrà visitare una mostra, di alcune fotografie che Alan Lomax fece durante il suo viaggio in Italia

GENOVA. 10 SET. A Palazzo Ducale dal 12 al 27 settembre prossimo si potrà visitare una mostra, curata da Laura Parodi cantante e ricercatrice di musica di tradizione orale, di alcune fotografie che Alan Lomax fece durante il suo viaggio in Italia, tra il 1954 e il 1955, per fissare su nastro magnetico le musiche straordinarie della tradizione popolare italiana e, per quanto riguarda la Liguria, Ceriana e Baiardo con il canto a bordone e Genova con il canto a modo Trallalero.

Al suo fianco il collega italiano Diego Carpitella, col quale condivise l’ entusiasmo per quella spedizione pionieristica: oltre duemila le registrazioni effettuate dal nord al sud della nostra penisola ma anche fotografie in bianco e nero; di queste alcune sono state pubblicate nel libro “L’anno più felice della mia vita” a lui dedicato da Goffredo Plastino, docente di etnomusicologia presso l’università di New Castle in Inghilterra, Presidente della International Association for the Study of Popular Music, grande conoscitore di Alan Lomax e delle sue ricerche in Italia, nonché curatore della collana di compact disc Italian Treasury: The Alan Lomax Collection, Plastino sarà presente all’inaugurazione della mostra in rappresentanza della Association for Cultural Equity et Hunter College di New York. Sarà presente inoltre il Prof Pierangelo Castagneto, americanista presso American University in Bulgaria, che parlerà del contesto storico di quegli anni in cui il nome di Lomax assieme ad altri 150 compariva nel Red Channels, un pamphlet redatto per denunciare la presenza di simpatizzanti del comunismo nel mondo musicale statunitense.

La motivazione che ai giorni nostri può far sorridere, era il suo non dar valore al denaro, curare poco l’aspetto fisico e interessarsi solo di folk: motivi sufficienti per essere presente nei rapporti dell’FBI.

 

Lomax che già molto giovane poteva vantare collaborazioni con alcuni grandi autori come Woody Guthrie e Pete Seeger, con cui curò un’antologia di canzoni di protesta, dopo essere stato inserito nelle blacklist, partì alla volta dell’Europa dove riuscì ad arricchire enormemente il suo archivio musicale. Conobbe anche Vittorio De Seta che utilizzò le registrazioni di Lomax per il documentario “Lu tempu de li pisci spata” mentre Pier Paolo Pasolini le utilizzò, senza però citarne il nome, nel Decameron.

Dell’Italia Lomax scrive nel suo diario di viaggio «La maggior parte degli italiani – non importa chi siano o come vivano ha una passione per l’estetica … Magari hanno soltanto una collina rocciosa e le mani nude per lavorare, ma su quella collina costruiranno una casa o un intero paese le cui linee si armonizzano perfettamente con il contesto. Allo stesso modo una comunità può avere una tradizione limitata soltanto a una o due melodie, ma sa esattamente come debbano essere cantate».

La mostra fa parte di un progetto più ampio dal titolo “Le ragioni del canto” ideato e curato da Laura Parodi, che comprende concerti di musica tradizionale, stages di canto e la creazione di un coro over 50 per dimostrare gli effetti benefici che cantare apporta all’organismo, fra cui miglioramento del tono dell’umore, della memoria, del sonno. Il metodo utilizzato sarà quello del grande musicista Kodaly e sarà diretto dal Maestro Gino Tanasini.

“Partirà da questa mostra un’altra importante iniziativa: la richiesta all’UNESCO per il riconoscimento come bene immateriale dell’Umanità del canto a modo Trallalero e del canto a Bordone. Canti tipicamente maschili di cui Laura Parodi, nel caso del Trallalero è l’unica interprete femminile: ma è suo l’unico libro con i testi di questo canto così come molte iniziative create insieme ai cantori che l’hanno promossa sul campo per le sue doti vocali e la conoscenza profonda di questo mondo”

l’inaugurazione avverrà venerdì 11 settembre alle ore 18.30.

L’ingresso è libero.

Orari: da martedì a venerdì 15 – 19, sabato e domenica 10 – 19.

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