Al via la caccia al capriolo, ENPA lancia l’allarme

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Un esemplare di Capriolo
Un esemplare di Capriolo
Un esemplare di Capriolo

SAVONA. 14 AGO. Riprende domani, sabato 15 agosto e proseguirà per quasi tutto settembre, ogni lunedì, giovedì e sabato, la caccia ai caprioli e daini maschi da parte dei cosiddetti sele-controllori, che potranno uccidere circa 1.500 indifesi animali.

A renderlo noto la Protezione Animali savonese che lancia l’allarme “dopo l’uccisione di un anziano a Cefalù da parte di un cinghiale, i politici liguri, da sinistra a destra, vorrebbero anticipare anche la caccia al cinghiale, assurdamente per motivi di sicurezza; in piena stagione turistica pallottole micidiali correranno per centinaia di metri in boschi in cui, per il folto fogliame, la visibilità è molto inferiore ed in cui passeggiano turisti, escursionisti e cercatori di funghi. Nella stagione venatoria 2013-2014, sono state uccise 25 persone, di cui 11 non cacciatori (fonte: Associazione Vittime della Caccia): le incoscienti proposte di Ferrando, Bagnasco & C. rischiano di far aumentare questi numeri già pesanti.
Sono anni che ENPA Savona suggerisce alle autorità di affrontare e gestire la presenza dei cinghiali studiando ed applicando metodi ecologici, prioritari per legge, invece di ricorrere agli abbattimenti, visto che in 20 anni non hanno prodotto altro risultato se non quello di “accontentare” i cacciatori ed incrementare invece le popolazioni selvatiche di ungulati.
Gli amministratori pubblici hanno invece il dovere di informare i cittadini sui comportamenti corretti da seguire in caso di incontro con animali selvatici e di non alimentare allarmismi fuori luogo. Uccidere gli animali non solo non serve ma è anzi controproducente: studi scientifici provano che le battute di caccia disperdono i branchi sul territorio aumentando sia i danni alle coltivazioni che la capacità riproduttiva perché alterano la struttura sociale, ovvero invece di risolvere un presunto problema, gli abbattimenti finiscono per aggravarlo, come ora dichiarano anche gli organismi universitari liguri. Dopo decenni di politiche fallimentari e filovenatorie è giunto il momento di voltare pagina, evitando altri inutili spargimenti di sangue, umano ed animale.”

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