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Al Kustendorf si prosegue con il Cinema Cinese

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Al Kustendorf si prosegue con il Cinema Cinese

MOKRA GORA.19 GEN. Il Festival di Kustendorf ieri e’ andato avanti con la proiezione molto attesa di un solido film che speriamo di poter visionare anche in Italia. Si tratta di De Lan ( 2016), pellicola cinese, girata in Tibet che emoziona per la potenza della fotografia. Ha vinto il Gold Goblet Awards Jury Prize and Best Director all’ ultima edizione dello Shanghai International Film Festival.

Ed il suo autore, il grande maestro Liu Jie era ed è qui presente con la pacifica calma e lungimiranza che contraddistingue gli orientali, con lo sguardo di chi ha scoperto il segreto. E qualche segreto deve averlo scoperto per girare un film cosi’ monumentale. La trama in se’ e’ semplice. Il giovane Wong, che lavora presso l’ ufficio prestiti in qualche avamposto cinese, è incaricato dalle autorita’ locali di riaccompagnare De Lan, donna molto bella, fino al proprio villaggio in Tibet e, con l’ occasione, di riscuotere i debiti che la popolazione tibetana ha contratto con l’ ufficio prestiti cinese.La fotografia,  che descrive il viaggio in zone alquanto impervie, e’ di enorme livello. C’ e’ traccia di qualche elemento documentaristico che non annoia, data la bellezza delle riprese.

Il film, ambientato nel 1984, diviene anche spunto di riflessione antropologica. Noi occidentali d’ oggi non resisteremo alle aspre condizioni di vita descritte. E c’ e’ qualcosa di affascinante nelle donne e negli uomini del villaggio tibetano. D’ altro canto, l’ essere umano e’ tale in ogni lembo di mondo e la storia vuole che il giovane Wong si innamori di De Lan, che gli nasconde d’avere ben due mariti al villaggio, elemento che lo turba solo in parte, perche’ se è vero che la popolazione descritta vive secondo dure condizioni economiche, altrettanto veritiero e’ che vivono in modo piu’ libero. Molto interessante e’ il loro modo di comunicare. Chiaramente i telefoni non esistono; cosi’ le persone del villaggio si passano un messaggio salendo sul tetto di legno della propria casa e comunicandolo con una sorta di cantilena. E questo ci induce a pensare che il nostro stile di vita ( consumista) non è necessariamente il piu’ giusto.


Il workshop con il maestro Liu Jie è stato molto interessante. Lui non parla inglese ed ha espresso il suo pensiero in cinese con il supporto d’un interprete piu’ l’ ausilio di uno dei membri della giuria, la scrittrice conterranea Geling Yan.  E’ stato rasserenante ascoltarli per i loro modi molto pacati. Ad ogni modo il film, ad eccezione dei due interpreti principali, e’ stato girato tutto con attori non professionisti e la difficolta’ tecnica delle riprese, e’ stata segnata solo dalla fatica dell’ altitudine del villaggio.Da visionare.

Ed anche oggi ci attende la visione di un’ altra pellicola cinese che ha incassato parecchio in Cina. Soul In A String di Zhang Yang, anche lui ospite del festival di Kustendorf. Aspettiamo impazienti, dal momento che certo cinema non arrivera’  in maniera semplice in Italia.

Ma questo rappresenta uno dei punti di forza del Kustendorf: disvelare preziose perle di Cinema che altrimenti resterebbero nascoste. Sicche’ essere qui vale il lungo viaggio per raggiungere questo luogo rarefatto ed impervio, proprio come nel film De Lan.

Romina De Simone

 

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