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AL FESTIVAL DELLA SCIENZA LA QUESTIONE ENERGETICA E IL FUTURO DELL ‘ITALIA

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ociazione Festival della Scienza, ha introdotto la conferenza “La questione energetica nazionale. Quali passi per il futuro?” Il problema energetico in Italia è di estrema attualità “un tema pressante: tante le paure, le leggende e le idee su cui riflettere”, ha concluso Arata, “il Festival vuole essere utile oltre che divertente”. Chiara Tonelli, professore Ordinario di Genetica presso il Dipartimento di Scienze biomolecolari e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Milano, organizza da tre anni, insieme a Umberto Veronesi, il convegno The future of Science: “L’energia è la base dello sviluppo della società e delle attività umane, talvolta fonte di tensione tra le nazioni”. Ma quali sono i principali problemi che il nostro paese deve risolvere? “Innanzi tutto la riduzione dell’utilizzo di energia proveniente da fonti fossili”. Anche se l’energia pulita per eccellenza è quella nucleare: “per l’utilizzo dell’energia solare e per la produzione di bio combustibili sono necessari grossi investimenti in ricerca”. Tutti dobbiamo dare il nostro contributo: da subito ognuno di noi può “cercare di usare l’energia a disposizione in casa, ma anche quella industriale, in modo più sostenibile”. I toni si sono accesi con l’intervento dello Storico della Scienza Enrico Bellone: “sempre più persone abitano la Terra, e il bisogno energetico aumenta di conseguenza. Oggi le grandi città sono bolle inquinate perché usiamo carbone, petrolio, metano”. La questione non può non coinvolgere la politica: “l’Italia rappresenta un caso particolare. Importiamo dalla Russia l’85% del nostro fabbisogno energetico sotto forma di petrolio e metano. E loro, con i nostri soldi, usano il nucleare. Il ‘no’ al nucleare in Italia non risale al referendum del dopo Chernobyl, ma agli anni ’50. L’imprenditore Enrico Mattei e il geologo e ingegnere Felice Ippolito cercarono di convincere l’opinione pubblica della necessità del nucleare: Mattei venne ucciso, Ippolito accusato ingiustamente di associazione a delinquere e condannato a 11 anni di carcere. Di fronte alle scelte più importanti, in Italia si sceglie di non scegliere”, ha concluso Bellone: “oggi sul nucleare alcuni politici stanno cambiando opinione. Per attuare un piano energetico nazionale è necessario un nuovo rapporto tra la classe politica e gli scienziati, perché se non si affronta di petto la questione dell’indipendenza energetica, il futuro è a rischio”. Il fisico Carlo Bernardini ha proseguito sulla stessa onda: “In Italia il principale deterrente usato contro il nucleare è rappresentato dalle scorie, una montatura istituzionale. Prima di prendere una posizione è necessario informarsi sulla tecnologia. Ben presto dipenderemo dalle competenze cinese e indiane. I nostri giovani scienziati scappano all’estero, e mancano veri inventori: strano per un paese che vanta il più grande sistemista del mondo, Guglielmo Marconi”. È infine Manuela Arata a sottolineare l’importanza di “fare sistema”: “se per creare energia pulita si scegliessero i pannelli solari, bisognerebbe valutare il loro impatto con il nostro patrimonio artistico. L’anno scorso ho pensato ad un bando per pannelli esteticamente non impattanti, ma ad oggi non ho trovato nessuno disposto a sostenere tale iniziativa”.

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