Al Ducale “ Brassaï, pour l’amour de Paris”

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250 fotografie vintage e una proiezione per lo scrittore, il fotografo e cineasta Brassaï
250 fotografie vintage e una proiezione per lo scrittore, il fotografo e cineasta Brassaï
250 fotografie vintage e una proiezione per lo scrittore, il fotografo e cineasta Brassaï

GENOVA. 3 OTT. 250 fotografie vintage e una proiezione per raccontare la storia eccezionale di una passione, quella che ha unito per più di cinquant’anni lo scrittore, il fotografo e cineasta Brassaï agli angoli e ai più nascosti recessi della capitale ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e mascalzoni, in breve, a tutti coloro che hanno contribuito alla leggenda di Parigi.

Dal 3 ottobre 2015 al 24 gennaio 2016 al Sottoporticato di Palazzo Ducale ha luogo la mostra dedicata a Brassaï, il fotografo venuto da un altro luogo, a cura di Agnès de Gouvion Saint-Cyr, organizzata da Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia.

Nato nel 1899 a Brasso in Transilvania, Gyulus Halasz, che prende il nome di Brassaï inizia a fotografare nel 1929, ha quattro anni quando suo padre lo porta con se a Parigi dove è stato invitato, in qualità di professore di letteratura. Questo periodo affascina il giovane e resta impresso nella sua memoria. Il fascino per Parigi porta Brassaï a raggiungere la capitale francese dopo i suoi studi d’arte a Berlino. Ben presto incontra Desnos e Prévert i quali lo inseriscono nell’ambiente degli artisti e degli intellettuali che hanno contribuito a rinominare gli Anni Folli di Montparnasse e lo introducono al surrealismo.

 

Brassaï inizia a braccare nella luce notturna della città una Parigi insolita, sconosciuta e disprezzata. Durante le sue lunghe passeggiate che lo portano solo o in compagnia di Henry Miller, Blaise Cendrars e Jacques Prévert, complici nell’alimentare le sue curiosità, rende visibili le umili prostitute dei quartieri “caldi” o i lavoratori della notte alle Halles, trasforma il rigore classico dell’architettura parigina in scene particolari e fissa l’insolita bellezza delle silhouettes fuggitive, delle illuminazioni accecanti o delle nebbie della Senna. Picasso impressionato dal lavoro di Brassaï gli affida il compito di fotografare la sua opera scultorea fino ad allora sconosciuta e che deve essere pubblicata nel primo numero di una nuova rivista d’arte. I due artisti scoprono di avere dei gusti e delle affascinazioni in comune : le atmosfere sensuali delle Folies Bergères, le forme femminili, quelle sempre misteriose delle feste delle fiere nelle quali regnano cartomanti e indovini, il circo.

Brassaï però non è insensibile al fascino della capitale alla luce del giorno. Egli ci propone così una visione del tutto personale dei giardini del Luxembourg, una sedia abbandonata o un leone minaccioso sotto la neve, piccoli artigiani, – il gelataio, il venditore di palloncini, un fotografo ambulante, il giardiniere che raccoglie le foglie o le statue svestite.
La stessa naturale empatia per gli argini della Senna che egli percorre per incontrare gli innamorati, i pescatori, i senza tetto e i cani. Da un quartiere documenta le vita reale di questi spazi, sa anche catturare lo spirito di ogni quartiere di Parigi.

Da non perdere.

FRANCESCA CAMPONERO

Palazzo Ducalewww.palazzoducale.genova.it/

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