Agorà M5S: no a cemento e inceneritore

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Successo per l'Agorà del M5S in difesa dell'ambiente in Val Bisagno
Successo per l’Agorà del M5S in difesa dell’ambiente in Val Bisagno a Genova

GENOVA. 14 NOV. Cemento, inceneritori, dissesto idrogeologico. Su questi tre temi si è svolto oggi l’evento nelle piazze organizzato dal Movimento 5 Stelle in Val Bisagno. Tre agorà genovesi per sensibilizzare la cittadinanza su ambiente, salute, sicurezza. Insieme ai portavoce regionali Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Andrea Melis e Gabriele Pisani, sono intervenuti i parlamentari M5S Nicola Morra e Carlo Martelli (Senato), Mattia Fantinati e Alberto Zolezzi (Camera).

“Prendiamo in considerazione la necessità di modificare al più presto il nostro modello di produzione, scambio e consumo – ha detto Morra, portavoce al Senato – perché solo in questo modo eviteremo il suicidio della nostra civiltà, tuttora incapace di rispettare se stessa attraverso il rispetto dell’ambiente. La mente va al dissesto calabrese, per molti versi simile a quello ligure, data la morfologia dei territori”.
La giornata era cominciata questa mattina sul ponte Fleming, a due passi dall’area ex Boero, dove è in cantiere il progetto di un parcheggio di interscambio che prevede 250 posti auto, su tre piani interrati, nell’alveo di magra del Bisagno, in una zona a rischio esondazione.
“Siamo di fronte all’ennesima colata di cemento in Val Bisagno – ha esordito Marco De Ferrari, portavoce M5S in Regione – Un ingombrante scatolone che si trova a soli dieci metri dal fiume e fa da ulteriore ostacolo allo scorrere dell’acqua piovana dai rii, che troppi danni alluvionali hanno già causato negli anni ai residenti. Questa struttura non può e non deve essere la soluzione di parcheggio per i cittadini, che hanno visto privatizzarsi l’area di via Gherzi e Lusignani”.
La manifestazione si è poi spostata in piazza Adriatico, per dire no agli inceneritori, così come ai termovalorizzatori. A due passi da qui potrebbe sorgere la nuova Volpara, un impianto di separazione di rifiuti secco-umido contro cui i cittadini sono ricorsi al Tar, forti anche dei dati dell’Ist sul numero anomalo di decessi per cancro ai polmoni a Staglieno. “L’alternativa esiste – ha sottolineato Andrea Melis, portavoce savonese in Regione – Si chiama strategia rifiuti zero. Un modo per dare risposte concrete anche in termini occupazionali, oltre che ambientali”.
Stasera l’evento si è concluso con l’intervento dei parlamentari sul palco allestito in piazza Galileo Ferraris, dedicato al tema forse più sentito in Val Bisagno: il dissesto idrogeologico.
“Sconfiggere il pericolo alluvione è possibile, basta volerlo e noi lo vogliamo! – ha detto il capogruppo M5S in Regione Alice Salvatore – Opere di decementificazione, di flood proofing, tetti verdi, ammodernamento della rete fognaria, e norme che impediscano e smantellino gli ecomostri in zona esondabile: consumo di suolo zero. Rendiamo nuovamente permeabile la nostra terra.”

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