Agenti Matteotti alla sbarra, cadono i reati più gravi

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Agenti di Matteotti alla sbarra, decadono i reati più gravi
Agenti di Matteotti alla sbarra, decadono i reati più gravi
Agenti di Matteotti alla sbarra, decadono i reati più gravi

GENOVA. 20 APR. Sentenza di primo grado poco fa per cinque agenti di polizia all’epoca dei fatti in servizio presso il Commissariato Centro di piazza Matteotti che secondo l’accusa dei pm Francesco Pinto e Paola Calleri avrebbero falsificato le prove per arrestare più spacciatori possibile.

I pm avevano formulato richieste di condanna, che vanno dai sette anni e mezzo per il capo della squadra, fino ai due e mezzo per uno dei suoi sottoposti, mentre la richiesta per gli altri tre era di cinque anni e mezzo.

In particolare, secondo l’accusa nel periodo compreso fra gennaio e aprile 2011 gli agenti che, facevano parte della squadra antidroga del Commissariato Centro, avevano utilizzato mezzi non sempre ortodossi, come ad esempio nascondere delle bustine di stupefacente sotto la sella dello scooter di uno spacciatore, per incastrarlo, falsificando, così, prove e verbali.

 

L’accusa aveva parlato di concussione, falso, peculato ed omissione di atti d’ufficio.

Questa mattina il giudizio di primo grado per gli agenti difesi dagli avvocati Alessandro Cecon e Riccardo La Monaca, ha fatto decadere l’accusa di concussione, peculato ed omissione di atti d’ufficio.

Il giudice ha ritenuto giusta l’imputazione di falsa dichiarazione in quanto gli agenti, in un episodio, avevano dichiarato, di aver visto una cessione di stupefacente, mentre secondo il giudice tale cessione non è mai avvenuta ed avrebbero, così, dichiarato il falso.

D’ufficio in questi casi, per il ‘479’ parte ld’ufficio la ‘calunnia’ con un cumulativo di pena di 3 anni e due mesi che comporta l’interdizione dai pubblici uffici.

Gli avvocati difensori si sono detti moderatamente contenti del passaggio della pena dai sette anni ad una condanna di tre anni e hanno promesso che ricorreranno in Appello.

Gli agenti restano, però, ai loro posti di lavoro e, per il momento non avranno alcuna sanzione disciplinare. L’eventuale interdizione dai pubblici uffici e sanzioni disciplinari, avverrà alla sentenza definitiva in terzo grado.

L.B.

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