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AFGHANISTAN. MUORE IN UN AGGUATO IL CAPITANO DEI BERSAGLIERI IN MISSIONE GIUSEPPE LA ROSA, 31 ANNI. DOLORE NEL PAESE

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larosagiuseppelnKABUL 8 GIU. Attacco forse imprevisto sul momento  ma sempre possibile ad ogni uscita sul terreno. A perdere la vita in Afghanistan stamane alle ore 7 ora italiana, 10:30 locali, è stato il militare italiano Capitano Giuseppe La Rosa, ora definito dai suoi superiore un “vero eroe”. È il 53esimo caduto tra gli italiani impegnati nella Missione di peacemaking “Isaf-Nato” nel Paese centrasiatico. L’ufficiale del nostro contingente è stato ucciso dall’esplosione di una bomba a mano lanciata da un insurgence talebano direttamente dentro il blindato multiruolo “Lince Iveco”, mentre tre suoi commilitoni sono rimasti feriti, uno in modo grave ma non sarebbe in pericolo di vita.

A perdere la vita dunque Giuseppe La Rosa, 31 anni, celibe, originario della Sicilia, da Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina ed effettivo al Terzo Reggimento Bersaglieri della Brigata Aosta. Secondo i talebani, che hanno ben presto rivendicato l’attentato, a colpirlo è stato un ragazzino di 11 anni. Il Premier Enrico Letta, saputa la tragica notizia ha detto:  “C’è un crono programma per uscire dall’Afghanistan nel 2014. Il tempo dell’uscita è un tema che è già fissato e ovviamente dobbiamo stare dentro a quel percorso. Ma dobbiamo capire perchè è successo quel che è successo oggi”. Occorre “[…]ripensare lo strumento delle missioni all’estero, della loro protezione”.

L’agguato è avvenuto nell’area calda di Farah, l’area più meridionale della provincia afghana occidentale di Herat affidata al controllo del contingente italiano e decisamente considerata ad alto rischio per i militari Isaf. Il ferito più grave è un maresciallo, che è stato subito sottoposto a intervento chirurgico nell’ospedale militare di Farah, mentre gli altri due militari componenti dell’equipaggio del “Lince” sono rimasti feriti in modo lieve ma sono comunque in stato di shock. Fra i feriti c’è anche il Maresciallo Capo Giovanni Siero, 44 anni originario di Desenzano del Garda ma residente a Casapulla nel Casertano, in forza all’Ottavo Reggimento della Brigata Bersaglieri Garibaldi di Caserta. Il sottufficiale, che ha riportato ferite da schegge agli arti inferiori considerate non gravi, vive da solo e non ha figli. In Afghanistan fa parte del Military Advisor Team (Mat), ovvero la task force del contingente italiano incaricata di addestrare i militari afghani.


Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 7 ora italiana, degli “elementi ostili” hanno attaccato il mezzo Lince, che tornava alla base dopo aver svolto un’attività congiunta con i militari afghani, forse scortavano alte personalità politiche locali. A metà giornata poi i talebani hanno rivendicato l’attacco. Il portavoce dei talebani, Qari Yousef Ahmadi, ha dichiarato che l’assalitore che ha lanciato una granata contro il mezzo blindato è un bambino di 11 anni. In precedenza, tuttavia, il portavoce del governo provinciale di Farah, Abdul Rahman Zhawandai, aveva citato testimoni che avevano detto di aver visto un uomo adulto lanciare la bomba e poi fuggire tra la folla di un vicino mercato. Secondo fonti della Difesa, non è stato un uomo che vestiva un’uniforme delle forze di sicurezza afghane a lanciare l’ordigno, come in un primo concitato momento si era detto e la dinamica dei fatti è ancora in corso di accertamento.

L’attentatore, chiunque veramente sia stato, si è avvicinato al veicolo blindato Lince primo di una colonna mobile ferma ad un incrocio strdale nei pressi di un villaggio abitato, ha gettato una bomba a mano all’interno buttandola nell’apertura superiore del veicolo, la cosiddetta ralla, postazione scoperta del mitragliere.

Il Capitano La Rosa deve aver intuito, pur nella sorpresa del momento, cosa stava succedendo e avrebbe contenuto con proprio corpo la potenza della deflagrazione rimanendo così investito in pieno dalle schegge mortali dell’ordigno e morendo sul colpo. Il gesto del Capitano bersagliere avrebbe consentito agli altri tre membri dell’equipaggio stipati nel Lince di rimanere parzialmente riparati della deflagrazione.

La Rosa, 31 anni, non era sposato, lascia nel profondo del dolore i genitori e due fratelli che risiedono a Barcellona Pozzo di Gotto. Il 18 marzo scorso si era laureato in Scienze Politiche all’Università di Torino. Esperto di missioni all’estero, in molti lo ricordano come generoso e disponibile verso tutti, serio ma anche sereno e aperto, fiero e convinto di quel mestiere che lo rendeva orgoglioso. Non un “rambo” ma un soldato dotato di equilibrio e tanta professionalità nel gestire situazioni delicate in teatro di guerra, peacemaking e peacekeeping.

“Profonda commozione” – ha espresso subito il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – “[…]appresa con profonda commozione la notizia del tragico attentato” ed il Capo dello Stato in una nota “[…]esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari del caduto, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese. Giorgio Napolitano formula l’accorato auspicio che i militari feriti nell’attacco possano superare questo momento critico”.

Anche la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Pietro Grasso, a margine di un convegno di industriali, ha testimoniato la sua vicinanza alle famiglie dei militari coinvolti nell’attentato: “Esprimo il mio cordoglio alle famiglie. Continuiamo a pagare un pesante tributo a costruire la stabilizzazione di quell’area. Faccio i miei auguri di pronta guarigione ai feriti ed invio un ringraziamento a chi opera ad Herat e Kabul dove ci sono i nostri militari”.

Non da meno Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati che di emergenze collaterali di guerra s’intende, avendo coperto il ruolo di portavoce dell’ Unhcr, l’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati: “Esprimo il profondo dolore mio e di tutta la Camera dei Deputati per le drammatiche notizie dall’Afghanistan, prova ulteriore del pesantissimo tributo che anche i militari italiani continuano a pagare” – ha detto la Presidente Boldrini.

Il Ministro della Difesa, Mario Mauro, esprime: “[…]profondo cordoglio” per la morte del militare italiano. E, nel rivolgere “[…]sentimenti di grande vicinanza alla famiglia del caduto”, ha auspicato “pronta guarigione per gli altri tre soldati rimasti feriti”.

Oggi sulla questione della presenza italiana in Afghanistan è intervenuto il Movimento 5 Stelle. “Mercoledì in seduta congiunta Esteri e Difesa i Ministri Emma Bonino e Mario Mauro verranno a riferire sulle Missioni di Pace italiane all’estero (in Kosovo per Kfor-Nato e con l’Unifil-Onu in Libano tra le più rilevanti, n.d.r.) Ricordiamo che a ottobre dovranno essere rifinanziate. Il M5S farà di tutto perchè ciò non accada, voi intanto dite la vostra ai ministri scrivendogli una email” – ha scritto Manlio Di Stefano del M5S sul suo profilo Facebook.

Marcello Di Meglio

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