Affascinante e seduttiva l’Ophelia di Simioni

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Affascinante e seduttiva l'Ophelia di Simioni
Affascinante e seduttiva l'Ophelia di Simioni
Affascinante e seduttiva l’Ophelia di Simioni
Affascinante e seduttiva l'Ophelia di Simioni
Affascinante e seduttiva l’Ophelia di Simioni

GENOVA. 28 AGO. “Quella di preparatore è la mia principale e più amata attività. Mi sono formato dall’età di quindici anni secondo l’insegnamento di Susan Batson (Actors Studio), e fin da adolescente, ho desiderato seguire le orme del mio maestro preparandomi alla carriera di acting coach. Mi occupo quindi del metodo Stanislavskij da più di vent’anni. Dal 2002 ad oggi ho proposto il mio sistema di lavoro in numerose città italiane e tre capitali europee, con workshop privati o corsi curriculari, seguendo centinaia di attori di ogni età e di qualsiasi tipo di formazione o percorso professionale.” Questo è quanto afferma Paolo Antonio Simioni che ieri sera alla Falegnameria della Tosse ha presentato la sua performance “OPHELIA NAKED” con Alessia Pellegrino da lui diretta e produzione del Centro di ricerca internazionale EuAct.

Una performance già presentata con successo a Berlino, Szeged, Trieste e Como ed arrivata qui a Genova, quasi in sordina e visibile a pochi eletti. Infatti la Falegnameria del Teatro alla Tosse al primo piano di Vc. Amandorla 3 è senza dubbio un locale suggestivo, ma che può contenere al massimo una trentina di persone senza che si arrivi all’asfissia. Dopo il laboratorio tenuto dall’attore- regista nella giornata di ieri giovedì 27 agosto, nello stesso locale, alle 21 si sono aperte le porte anche per chi non aveva preso parte al laboratorio per vedere, gustare e capire il lavoro di un artista che senza dubbio ha molto da dire nel teatro contemporaneo.

Interprete l’attrice Alessia Pellegrino, noto volto del cinema, ma da nove anni sotto la guida di Simioni che attualmente ne ha fatto anche la sua assistente. Una che buca l’obbiettivo come direbbe un fotografo , una che copre la scena con la sua sola presenza. Ed è proprio quello che ha fatto ieri sera nel suo essere Ophelia esprimendosi metà inglese e mEtà in italiano, ma soprattutto usando il corpo come mezzo di comunicazione più forte.

 

Il lavoro di Simioni sulla sua attrice trasmette un percorso basato appunto, come rigorosamente da metodo Stanislavskij, sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore. Si lavora dunque sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo. Per ottenere la credibilità scenica anche Simioni va ad analizzare in modo profondo gli atteggiamenti non verbali e il sottotesto del messaggio da trasmettere. La sua Ophelia dunque offre attraverso la sua fisicità il dolore del suo personaggio, la vittima più innocente della tragedia Shakespeariana, consumatasi alla corte danese. Lei è infatti una creatura ingenua, giovane, fragile non ancora contaminato dalla corruzione che invece caratterizza quasi tutti i personaggi di Amleto.

Un bel lavoro che riconcilia con il teatro contemporaneo di avanguardia.

FRANCESCA CAMPONERO

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