Adam Orlovesky, accettare la propria differenza, alla Tosse

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Adam Orlovesky, ccettare la propria differenza, alla Tosse
Adam Orlovesky, ccettare la propria differenza, alla Tosse
Adam Orlovesky, ccettare la propria differenza, alla Tosse

GENOVA. 11 MAG. Venerdì 13 maggio alle 20.30 presso il Teatro della Tosse/Sala Campana, l’attore e performer Andrea Gado presenta l’anteprima dello spettacolo Adam Orlovesky (prodotto dall’Associazione GRUPPOLIMPIDO) di cui è autore ed unico interprete, riflessione in chiave pop – ora surreale, ironica e incalzante, ora dolceamara e dolente – su discriminazione e diversa sessualità.

Lo spettacolo viene presentato nell’ambito della prima edizione del LIFEFESTIVAL storie di vita omosessuale organizzato da Arcigay Approdo Ostilia Mulas in collaborazione con Teatro della Tosse, Teatro dell’Archivolto, Teatro Altrove, Circuito Cinema Genova, Palazzo Ducale – Fondazione per la Cultura, Arci Liguria, libreria Feltrinelli, Comics Corner, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Stanza della Poesia, Coordinamento Liguria Rainbow, Left Lab.

Adam Orlovesky  nasce contestualmente a un preciso lavoro di ricerca pittorica e iconografica con gli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova (biennio di specializzazione di indirizzo in pittura e scenografia) coordinati dalla professoressa Sabrina Marzagalli. Una selezione dei lavori nati durante il percorso verranno esposti al Teatro della Tosse/la Claque in concomitanza col debutto dello spettacolo (l’inaugurazione della mostra sarà mercoledì 11 maggio alle 19.30) e verranno battuti all’asta domenica 15, in una sorta di cabaret surreale, dallo stesso Andrea Gado nei panni di Eva.

 

Concepito come stand-up comedy per attore solo Adam Orlovesky parla di giovinezza, di rabbia, di sogni e di disfatte. Di violenza e di canzoni. Di AIDS e di amore. Di segregazione e invisibilità.  Ma, soprattutto, di paura. La paura di realizzare la propria felicità. Gli arcobaleni del titolo, infatti, sono sì un chiaro riferimento all’universo Rainbow, ma soprattutto sono metafore di «felicità possibili».

Il ricavato verrà interamente devoluto al Coordinamento Liguria Rainbow.

FRANCESCA CAMPONERO

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