Ad Albenga emergenza sfrattati

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La signora Claudia Marino sfrattata a marzo
La signora Claudia Marino sfrattata a marzo

SAVONA. 26 MAG. Prosegue ad Albenga la lotta di un gruppo di sfrattati che si sta impegnando affinchè, anche nel comprensorio ingauno, venga realizzato un sito adeguato ad ospitare le tante persone che hanno perso casa e non riescono più ad uscire dall’ emergenza abitativa.

Le proteste più vibranti giungono in questi giorni da Claudia Marino che ha subito a marzo uno sfratto e sta vivendo per strada: “Mi sono più volte rivolta al Comune ed in Curia, ma non mi sembra che ci sia la volontà di aiutarmi a risolvere il mio problema, che è anche uguale a quello di tanti altri che come me hanno perso casa a causa della crisi ed ora sono disperati e si trovano a dover vivere per strada”.

La signora Marino che ha due figli (di 18 e 13 anni) ha 51 anni e sopravvive facendo piccoli lavori saltuari: attualmente a Loano ha trovato un lavoretto fino al 5 giugno, ma poi sarà di nuovo da capo: “I miei due figli- ci spiega- stanno dalla nonna. La mia situazione è drammatica. Ho fatto domanda per le case popolari, ma mi hanno spiegato che prima di me ci sono tutte quelle famiglie che hanno dei figli piccoli. Ho anche saputo che il Comune ha tanti alloggi vuoti, ma che per via delle leggi sulla sicurezza non possono essere consegnati. E’ assurdo io mi adatterei anche a vivere in un posto senza acqua, gas e luce, pur di avere un riparo dove potermi ricoverare alla sera. Invece vivo per strada, dormo in stazione, sulle panchine, in giro e nella sala d’attesa dell’ ospedale. Trovo tante persone buone che mi danno una mano, ma sto vivendo questo incubo da marzo ed ho anche pensato già di farla finita”.

 

Della vicenda albenganese si è anche interessato il Gruppo Antipolitico Savonese che ha sostenuto le proteste di Giuseppina Russo, un’ altra senza casa che insieme ad altri sfrattati sta organizzando una serie di clamosorse proteste affinchè l’opinione pubblica si interessi a questa vicenda legata all’ emergenza abitativa.

“ A Borghetto- ci ha spiegato Giuseppina Russo- c’è già una apposita baraccopoli che accoglie chi, per varie ragioni, ha perduto casa. Ma vi possono accedere solo coloro che sono residenti nel comune”. Anche la signora Russo, che aveva subito uno sfratto e dorme a volte sul greto del Centa, a volte in spiaggia, ha chiesto al Comune di Albenga di mostrarsi generoso e pronto a recepire le numerose richieste che vengono dal territorio per attivare un centro che possa ospitare coloro che non hanno casa.
“Speriamo- dicono Claudia e Giuseppina- che il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano ci aiuti e provveda all’apertura di un’ area di emergenza simile a quella di Borghetto, dove ci sono delle strutture temporanee e mobili che possono dare rifugio a chi, come noi, è in situazioni di emergenza ed in attesa di una soluzione migliore. Oppure che ci consenta di occupare un locale dove potere almeno dormire”.

Insomma l’accorato appello non è stato rivolto soltanto al Comune, ma anche alla Curia ed ai privati nella speranza che abbiano a disposizione un luogo dove poter ospitare queste persone bisognose: “ Sono disperata- conclude Claudia Marino- sto cercando aiuto: spero che il sindaco o il vescovo, o qualche buon cristiano che si metta una mano sulla coscienza e mi aiuti. Chiedo solo un punto di riferimento dove poter trascorrere la notte lontano dai pericoli e dal freddo: ho già fatto più volte la broncopolmonite. Ora prima di arrivare ad incatenarmi, insieme ad altri senza casa, davanti al Comune o alla Provincia, spero che mi dia una mano il dottor Ciangherotti che ritengo una persona buona e che ha già aiutato e risolto i problemi di altri bisognosi”.

CLAUDIO ALMANZI

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