ABBRONZATURA. ECCO ALCUNE SPIEGAZIONI E CONSIGLI

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abbronzaturaGENOVA. 22 LUG. La voglia di poter sfoggiare un’ abbronzatura con un bel colorito uniforme è tanta in estate. Si vorrebbe una carnagione dorata e luminosa, ma agendo con imprudenza, rossori, irritazioni ed eritemi sono i primi a presentarsi. Senza dimenticare il ben più grave rischio, sul lungo periodo, di causare l’invecchiamento precoce della pelle e aumentare il rischio di tumori.

Quindi attenzione, perché una bella pelle è prima di tutto una pelle sana anche a discapito dell’ abbronzatura.

Uno dei primi accorgimenti per prepararci al sole è quello di consumare cibi ricchi di betacarotene, ovvero frutta e verdura di colore giallo e arancione come carote, zucche, albicocche, meloni e pesche.

 

Alla base troviamo dell’ abbronzatura troviamo la melanina, un pigmento che colora la pelle sotto i raggi ultravioletti, ma che è anche il nostro agente di protezione dagli effetti dannosi della radiazione ultravioletta, lo schermo naturale contro gli effetti nocivi del sole.

La melanina deve avere il tempo di prodursi, e più si è chiari di pelle, più questo intervallo sarà lungo.

Tutto dipende dal nostro fototipo, che è determinato dalla quantità di melanina presente nella nostra pelle e dalla sua reazione all’esposizione solare. Da lì possiamo capire anche il tipo di abbronzatura che possiamo ottenere.

A livello pratico esiste una classificazione usata in dermatologia che distingue sei tipi di soggetti.

Fototipo 1: sono persone caratterizzate da una carnagione molto chiara, con capelli biondi o rossi, occhi chiari e presenza di lentiggini. La pelle in questi casi è molto sensibile, si arrossa facilmente e tende a scottarsi. La reazione al sole è elevata con il rischio di eritemi, macchie e danni anche permanenti. Si tratta di caratteristiche tipiche degli individui dei paesi nordici. L’ abbronzatura è lieve o inesistente ed è sconsigliato per questi soggetti esporsi ai raggi solari.

Fototipo 2: soggetti dalla pelle chiara con efelidi, capelli biondo scuro o castano chiaro, occhi chiari (anche se possono rientrare qualche caso anche gli occhi scuri). Hanno un tipo di pelle piuttosto delicato ed è frequente che si scottino o che abbiano eritemi. L’ abbronzatura è leggera e dorata solo dopo alcune attente esposizioni.

Fototipo 3: individui dal colorito medio, con capelli di colore castano, occhi chiari o scuri. Caratteristiche somatiche tipiche italiane e di molti paesi occidentali. Si abbronzano facilmente in modo omogeneo ma si possono anche scottare per un’esposizione intensiva al sole. Comunque sono meno a rischio di eritemi. L’ abbronzatura aumenta progressivamente con le esposizioni e diventa intensa e pronunciata.

Fototipo 4: persone dall’incarnato olivastro, con capelli scuri, castani o neri, e occhi scuri. Grazie ai buoni livelli di melanina questo tipo di pelle è poco sensibile, ma non è immune dalle scottature, anche se piuttosto rare. Facile abbronzarsi già dalle prime esposizioni e mantenere il colore a lungo.

Fototipo 5: soggetti con carnagione da olivastra a scura, capelli molto scuri o neri, occhi scuri. Non si scottano quasi mai. Hanno una pelle protetta naturalmente e gli alti livelli di melanina scongiurano il rischio di eritemi e irritazioni solari. Spesso hanno un aspetto che sembra naturalmente abbronzato.

Fototipo 6: sono le persone di pelle nera, capelli neri e occhi scuri. Non si scottano mai. Sono geneticamente protetti dal sole.

Esiste poi un fototipo 0, che in realtà identifica una malattia: l’albinismo, caratterizzata dall’assenza di melanina per cui i soggetti hanno la pelle completamente bianca e i capelli bianchi.

La protezione della pelle passa attraverso l’uso delle creme solari, che contengono sostanze, dette filtri, in grado di attenuare i danni dei raggi ultravioletti, gli UV. Bisogna tenere presente, però, che i filtri proteggono soprattutto dai raggi UVB, meno dagli UVA. Questi ultimi hanno un’energia inferiore ai primi e perciò son considerati meno dannosi, ma sono in realtà più insidiosi: infatti la loro energia è costante in tutte le ore del giorno e penetrano più in profondità nella pelle.

La numerazione del spf, ovvero il Sun protection factor, indica l’aumento del tempo in cui il filtro solare ritarda lo sviluppo di un eritema: per esempio con un spf 50, sarà necessario un tempo di esposizione 50 volte più lungo rispetto a quello in assenza di protezione.

Ricordando che non esiste una protezione “totale”: un spf 50 protegge per il 96% dai raggi UVB, un spf 20 protegge al 90%; e tenendo presente che le lozioni sotto il fattore 6 non sono considerate filtri solari ma semplici creme idratanti.

La pelle chiara del fototipo 1 è più delicata e sensibile per cui richiede la massima protezione dai raggi per evitare l’insorgenza di scottature, irritazioni e nel peggiore dei casi eritemi: per questo è indispensabile usare una protezione molto alta, con indice 50.

I soggetti fototipo 2 possono iniziare per sicurezza con un fattore 50 per poi scendere alla 20. I fototipo 3 possono esporsi al primo sole con un fattore 30 per scendere progressivamente. I fototipo 4, invece, sono più tranquilli, e possono usare fin da subito un fattore protettivo 15. Infine i fototipo 5 possono iniziare con uno schermo protettivo basso.

Infine, per un’ abbronzatura ottimale, è indispensabile adottare il miglior comportamento sotto il sole per scongiurare spiacevoli sorprese.

  • Ecco delle raccomandazioni che valgono per tutti:
  • evitare l’esposizione nelle ore della giornata in cui i raggi solari sono più potenti, tra le 12 e le 16;
  • prendere il sole con gradualità per evitare di traumatizzare la pelle;
  • evitare l’esposizione prolungata, perché la discriminante per i danni cutanei è la sua durata;
  • proteggere il corpo con gli indumenti e la testa con cappelli e bandane;
  • mantenere idratato il corpo bevendo molta acqua;
  • utilizzare creme solari che abbinino allo schermo protettivo anche antiossidanti per combattere l’invecchiamento cutaneo;
  • spalmare la protezione solare almeno un quarto d’ora prima di esporsi al sole;
  • applicare più volte le creme durante l’esposizione, soprattutto dopo il bagno o la doccia, dato che la protezione ha una durata media di protezione di due ore;
  • spalmare i prodotti in modo omogeneo sul corpo senza massaggiare, perché il massaggio favorisce la penetrazione del prodotto e ne diminuisce così il fattore protettivo.

Buon sole e buona abbronzatura a tutti!

I consigli del ministero della Salutehttp://www.salute.gov.it/portale/lamiapelle/pageInternaPelle.jsp?lingua=italiano&id=2

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