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A Tursi “Dialoghi sulla rappresentazione”

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A Tursi “Dialoghi sulla rappresentazione”

GENOVA. 18 SET. Prosegue la X edizione dei “Dialoghi sulla rappresentazione”, rassegna ideata da Teatro Pubblico Ligure e sostenuta dal Comune di Genova, dedicata quest’anno al tema “La città, dalla polis al digitale”. I prossimi incontri si tengono martedì 19, mercoledì 20 settembre 2017 a Palazzo Tursi, in va Garibaldi a Genova. Martedì 19 settembre a Tursi sono in programma due appuntamenti: alle ore 18,30 il sociologo ed economista Mauro Magatti (Università Cattolica di Milano) risponde alla domanda“La città, una Terra per l’uomo nel mare della Tecnica?” e in conclusione l’attore Andrea Nicolini legge brani tratta da “Le città invisibili” di Italo Calvino; alle 21 è in programma “Raccontare la città. Cultura e marketing territoriale”, in cui l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Elisa Serafini è intervistata dal giornalista Claudio Cabona; infine l’attore Andrea Nicolini legge “Litanìa” di Giorgio Caproni. Si conclude mercoledì 20 settembre, a Palazzo Tursi alle ore 21, con “La città è uguale per tutti”: il giurista, teorico del diritto e storico delle idee Mauro Barberis (Università di Trieste) dialoga su questo tema con l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova Stefano Garassino, moderati dal giornalista Alessandro Cassinis (“Il Secolo XIX”); l’attore Andrea Nicolini chiude la serata e la rassegna leggendo brani di “Utopia” di Thomas More.

Sono occasioni per riflettere sulla città, ripercorrere la nascita della comunità urbana occidentale e capire quello che sta diventando. Gli appuntamenti sono a ingresso libero.

“Il teatro, il foro, il senato – dice Sergio Maifredi – erano i segni che, nell’antichità, identificavano la città. Enea di Cartagine che si sta edificando vede sorgere questi edifici. E oggi cosa ci dice che quell’insieme di mattoni, acciaio, vetro e persone è una città? Teatro Pubblico Ligure da dieci anni, a settembre, a Palazzo Tursi, nel cuore di Genova, con “Dialoghi sulla rappresentazione”, utilizzando il paradigma del teatro, prova a decifrare parole, luoghi e sentimenti individuando quanto sia necessario rappresentare e rappresentarci per esistere. Il discorso è calato nella realtà: abbiamo voluto confrontarci con la quotidiana amministrazione di una città, unendo riflessione, pensiero e sogno con pratica e necessità. Con noi architetti, urbanisti, sociologi, giuristi e amministratori pubblici. Come prologo Calvino, Caproni e Thomas More: Le città Invisibili, Genova di tutta la vita e Utopia”.


f.c.

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