A Spezia il libro Good Morning Diossina

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A Spezia la presentazione del libro Good Morning Diossina
A Spezia la presentazione del libro Good Morning Diossina
A Spezia la presentazione del libro Good Morning Diossina

LA SPEZIA. 5 SET. Mercoledì 7 ottobre alle ore 17,30, nella sala multimediale della Provincia, in via Vittorio Veneto, 2 a La Spezia si terrà la presentazione di Good Morning Diossina, il libro di Angelo Bonelli che fornisce alcuni spunti interessanti per capire meglio la situazione dell’inquinamento di Taranto, la città costretta a convivere con l’inquinamento dell’Ilva.

Una situazione che ha riguardato la Liguria fino a pochi anni fa, infatti è solo nel Luglio 2005 che viene spento l’altoforno numero 2 dello stabilimento di Cornigliano e le produzioni dell’area a caldo di quello stabilimento Ilva vengono trasferite a Taranto.

Daniela Patrucco, portavoce del Comitato SpeziaVia Dal Carbone che ha seguito la vicenda dell’Ilva da Taranto fino alle miniere del Brasile, intervisterà l’autore del libro e co-presidente nazionale dei Verdi sulle conseguenze dell’inquinamento a Taranto, in particolare al quartiere Tamburi a ridosso dell’acciaieria, che impediscono alla popolazione una vita in salute e la sopravvivenza e lo sviluppo delle economie locali alternative a quella siderurgica.

 

Nel suo libro Bonelli ha tracciato un quadro per molti versi simile a quello della Spezia. Si parlerà della privatizzazione dell’Ilva: di come è stato svenduto un impianto statale che in seguito ha prodotto guadagni inimmaginabili, grazie a un’imprenditoria predatrice e a una politica assente, quando non collusa;  dell’eccesso di produzione dell’acciaio, come pure di energia; dell’impatto dell’inquinamento sulla salute (un’incidenza dei tumori tra i bambini (di età 0-14 anni) del +54% e del +21% di mortalità rispetto alla media regionale della Puglia); della contaminazione dei terreni e l’impossibilità di proseguire le attività agricole e dell’allevamento (divieto di pascolo nel raggio di 20 km dal polo siderurgico e abbattimento di oltre 2000 capi d’allevamento); della contaminazione del Mar Piccolo dove una volta c’erano le coltivazioni delle cozze tarantine, famose in tutta Europa (distruzione di tonnellate e tonnellate di cozze perché contaminate dai PCB (policlorobifenili); assenza dei controlli ambientali o loro condizionamento in nome del profitto e del massimo sfruttamento degli impianti; della perizia commissionata dalla procura e del successivo sequestro dell’impianto che tuttavia continua a funzionare e inquinare a suon di decreti legge.

La proiezione di uno straordinario docu-film dal titolo Polmoni d’acciaio darà un’idea del “dietro le quinte” della produzione siderurgica in Italia e in Europa.

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