A Savona, genitori e immigrati ridipingono le scuole

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I ragazzi immigrati, ospitati a Savona, al lavoro
I ragazzi immigrati, ospitati a Savona, al lavoro
I ragazzi immigrati, ospitati a Savona, al lavoro

SAVONA. 10 SET. Quasi tutto pronto per l’inizio del nuovo anno scolastico. A Savona, genitori e ragazzi immigrati, al lavoro, per sistemare le classi.
Lunedì il suono della prima campanella, per il nuovo anno scolastico, richiamerà sui banchi di scuola tutti gli studenti savonesi. Per molti di loro, ci saranno alcune sorprese, sia nelle classi che nei cortili di scuole primarie e asili nido della città.
Infatti, grazie al lavoro dei genitori e di alcuni immigrati ospiti a Savona, le pareti, le ringhiere e molti altri locali delle scuole, sono tornati a nuova vita. Queste piccole, ma significative azioni vanno ad integrarsi all’ordinaria manutenzione effettuata direttamente dal Comune.
Sono infatti molto numerosi i lavori necessari, negli istituti scolastici, programmati annualmente. Finestre o porte da cambiare o ristrutturare, tende rotte e ruggine da togliere via, soprattutto all’esterno della scuola.
I Comuni, però, sono sempre più in difficoltà per i tagli dei fondi statali. Di necessità virtù, si diceva una volta, ed ecco che, in molte città e paesi dello stivale, i genitori si sono organizzati e, collaborando con le Amministrazioni, dando letteralmente una mano, sacrificando parte del proprio tempo libero.
Quest’anno, a Savona, un aiuto è arrivato anche dagli immigrati ospitati in città.

Una della aule sistemate a Lavagnola
Una della aule sistemate a Lavagnola

Alcuni di loro, volontariamente, hanno infatti aderito al progetto proposto dall’Assessorato ai Servizi alla Persona e Istruzione e, svolgendo preventivamente anche un corso sulla sicurezza, armati di pennello e pittura, hanno risistemato i cancelli, le ringhiere e i muri di alcune scuole primarie.
“Da alcuni anni, le famiglie, ci danno una mano, per sistemare gli ambienti scolastici – ha spiegato Isabella Sorgini, assessore ai servizi alla persona e scuola – è anche un modo in più per riscoprire i luoghi che frequentano i figli e sentirsi parte attiva nella loro crescita culturale. Quest’anno, grazie alla collaborazione con gli Enti e la Scuola Edile di Savona, abbiamo potuto contare sull’aiuto di alcune persone, immigrate, che ospitiamo in città. Una volta spiegato il progetto hanno aderito con un entusiasmo contagioso, contraccambiato anche in modi inaspettati. Ad esempio una mattina davanti alla scuola di Legino, vedendo i ragazzi al lavoro, una signora ha voluto offrire loro un po’ di focaccia, comprata nella panetteria li vicino. L’auspicio è che l’integrazione passi, anche, attraverso queste piccoli gesti”.

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