A Londra si richiede il rimborso del biglietto per lo stupro in scena nella Lucia di Katie Mitchell

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A Londra si richiede il rimborso del biglietto per lo stupro servito in scena nella Lucia di Katie Mitchell
A Londra si richiede il rimborso del biglietto per lo stupro servito in scena nella Lucia di Katie Mitchell
A Londra si richiede il rimborso del biglietto per lo stupro servito in scena nella Lucia di Katie Mitchell

LONDRA. 21 MAR. Di solito non si scrive un articolo in prima persona, questo lo dettano le leggi del giornalismo, ma questa volta ci tengo a dire il mio parere proprio in prima persona. Spesso quando ho scritto recensioni su regie di opere liriche o di testi teatrali che hanno osato troppo sono stata vista come una che non comprende l’innovazione. Ma di quale innovazione parliamo quando come nel don Giovanni al Carlo Felice si fa vedere uno stupro dentro un taxi giallo a New York rovinando il preludio del preludio del capolavoro di Mozart.

Beh, evidentemente gli stupri sembrano diventati di moda in questo periodo visto che lo stesso è accaduto nella Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti ad opera di Katie Mitchell presso il Covent Garden Opera House di Londra. La Mitchell infatti si è divertita ad inserire nella sua regia atti sessuali di vario genere, compreso appunto uno stupro, e violenze di diverso tipo che hanno costretto il teatro londinese ad indicare al proprio pubblico, tramite posta elettronica, che se rimaneva infastidito da simili scene, era possibile avere il risarcimento del biglietto a quanti ne avessero fatto richiesta.

E’ così è stato. Le trovate registiche non sono piaciute per nulla agli inglesi ed iI numero delle richieste di rimborso sembrerebbe già salito a 100, dando corso alla restituzione finora di ben 40 biglietti. Già in passato Katie Mitchell aveva fatto parlare di sé, per la sue traduzioni totalmente arbitrarie. Il libretto della Lucia, scritto da Salvadore Cammarano e tratto dal romanzo di Walter Scott The Bride of Lammermoor, non giustifica infatti in alcun modo, in nessuno dei suoi passaggi, la messinscena di uno stupro, che di fatto rientra nel campo della più totale improvvisazione su tema.

A questo punto, sempre in prima persona, mi permetto di ricordare a questi signori registi (o registe) in voga al momento, che il pubblico dell’opera, da sempre molto esigente ma anche molto preparato e colto, non apprezza per nulla scelte del tutto arbitrarie nonché troppo sbilanciate rispetto ai libretti originali. Pertanto non è il caso di voler stupire e shoccare per fare qualcosa che resti nella storia. Nella storia restano sempre e comunque la classe ed il buon gusto, il resto è gossip.

FRANCESCA CAMPONERO

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