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A Lavagna la ‘ndrangheta c’era da anni: prima sentenza lo riconosce, condannato Rodà

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Tribunale di Genova

GENOVA. 18 LUG. Nel territorio della Città Metropolitana di Genova l’organizzazione mafiosa c’era ed era operativa da anni. Eccome. Almeno secondo i giudici del Tribunale, che hanno smentito quanto finora era stato sostanzialmente affermato in passato anche da altri loro colleghi.

Ieri c’è stata la prima condanna nell’ambito del processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Comune di Lavagna. Il gup ha condannato a 14 anni e 8 mesi Antonio Rodà, uno dei presunti boss del levante. Il pm aveva chiesto 15 anni.

E’ la prima volta che viene riconosciuta la presenza di un’organizzazione mafiosa nel Levante della nostra provincia.


L’indagine della squadra ‘Mobile’ e dello Sco della polizia aveva portato un anno fa all’arresto, fra gli altri, dell’ex sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti, dell’ex parlamentare Gabriella Mondello, oltre che dei presunti boss del clan Casile-Rodà di Condofuri (Paolo, Antonio e Francesco Nucera e Francesco Antonio e Antonio Rodà).

Rodà è accusato stato di associazione di tipo mafioso e di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo l’accusa, Mondello avrebbe fatto ottenere l’appoggio elettorale al sindaco Sanguineti dai presunti boss di Lavagna in cambio di favori per la gestione dei rifiuti e attività abusive (degli ombrelloni e dei chioschi) sul lungomare della cittadina turistica.

A settembre comincerà il processo ordinario per le altre 22 persone rinviate a giudizio lo scorso giugno.

 

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