A LAIGUEGLIA FESTIVAL DEL JAZZ OK

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Spettacoli serate a Laigueglia
Spettacoli serate a Laigueglia

SAVONA. 22 GIUG. Si è chiusa alla grande ieri notte a Laigueglia l’edizione numero venti del Festival del jazz. Edizione record che verrà ricordata da tutti coloro che vi hanno preso parte a vario titolo: artisti, organizzatori, studenti dell’ Accademia, musicofili, turisti, o spettatori per caso.

“ C’è stata- dice Adalberto Guzzinati, giornalista e critico musicale- così tanta qualità ed abbondanza di eventi e di stimoli che è impossibile che, fra i quasi cento fra artisti ed ospiti degli eventi collaterali che si sono impegnati nella buona riuscita della kermesse, uno spettatore non abbia trovato qualche cosa davvero di commovente ed appassionante. Una paio di serate poi si sono rivelate quasi magiche”.

Grande soddisfazione per un primo bilancio dell’evento è stata espressa dal Direttore artistico Rosario Bonaccorso e dal sindaco di Laigueglia Franco Maglione: “ Fin quando non vediamo le piazzette animate da musicisti, laboratori, turisti ed appassionati – ci ha detto Maglione- non ci sembra che sia iniziata l’estate a Laigueglia. Il Percfast da vent’anni rappresenta proprio l’avvio della bella stagione.

 

E quest’anno il successo è stato notevole”. Serate riuscite, con un pubblico entusiasta e foltissimo, iniziative collaterali stimolanti e piene di novità per residenti, turisti e bambini. “ Fin dalla prima serata- dice Bonaccorso -abbiamo capito che sarebbe stata una edizione straordinaria. Poi tutto è filato liscio. Il programma era di alta qualità ed il pubblico ha capito ed apprezzato”. Meglio di così dunque la XXesima edizione non poteva riuscire. “ Non pensavamo certo – ci ha raccontato Bonaccorso – nel 1996, alla fine della prima serata di quella prima edizione, di ritrovarci ancora in questa splendida cittadina, dopo vent’anni, per celebrare il ricordo di Naco ed un sodalizio perfetto fra il Jazz e Laigueglia, il borgo più bello d’Italia”.

La grande kermesse musicale ha visto salire sul palco, o suonare con gli studenti dell’ Accademia, o nei locali cittadini, o incontrare il pubblico, fra gli altri, grandi personaggi come Sarah jane Morris, Tim Cansfield, Tony Remy, Adrienne West, il Dado Moroni Quartet, Rosario Bonaccorso, Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo, Fabio Concato, Julian Oliver Mazzariello, Javier Girotto, Roberto Taufic, Gilson Silveira, l’ Enrico Zanisi Trio, Roberto Gatto, Avishai Cohen, Marco Fadda, Giorgio Palombino, Ellade Bandini, Danila Satragno, il “ Sound Zero Quintet, Marika Pellegrini, Roberto Schon, Laura Assom, Efrain Toro, Nicola Angelucci, Alessandro Paternesi, Giorgio Bellia, Ivan Ciccarelli, Santo Fiorelli, Marco Maggiore, Gianpaolo Petrini, Andrea Palmucci, Roberto Cifarelli, Umberto Germinale, Joe Rehmer, Seby Burgio, Gioseph Bassi e Dario Panza,

La kermesse è stata caratterizzata da appuntamenti di vario genere: spettacoli, cultura e divertimento, oltre al Jazz, per un entusiasmante happening che ha fatto di Laigueglia una delle capitali mondiali della musica di improvvisazione. Un evento che rappresenta uno dei più importanti appuntamenti jazzistici internazionali. La realizzazione di questa manifestazione ogni anno ha qualcosa di miracoloso. La rassegna è dedicata alla memoria di Giuseppe Naco Bonaccorso, scomparso in un tragico incidente stradale nel 1996 all’indomani della sua partecipazione alla prima edizione del Festival laiguegliese. Sono state tutte serate di alto livello ed ognuna ha rappresentato davvero un evento speciale e irripetibile. La kermesse ha presentato anche mostre d’arte e fotografiche, concerti notturni e le tradizionali “jam session” del dopo mezzanotte, quando, a quell’ ora rigorosamente, da vent’anni, si chiudono i concerti. La manifestazione è stata organizzata da un gruppo di appassionati, amici e volontari, coordinati da Rosario Bonaccorso, contrabbassista e compositore ed ha avuto il contributo e l’ appoggio appassionato e totale del Comune di Laigueglia. La XXesima edizione ha avuto anche il sostegno della regione Liguria, della Provincia di Savona e della Fondazione De Mari.
CLAUDIO ALMANZI

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