A Genova le Vespe inquinano solo per l’uno per cento: i dati

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La Vespa: lo scooter più popolare e bello del mondo
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GENOVA. 13 MAG. Dati allarmanti quelli emersi l’altro giorno a Tursi durante il convegno organizzato dal comitato RespiriAmo Genova sul rapporto tra mobilità e inquinamento in città e la tanto discussa ordinanza “anti-vespe”, che aveva puntato il dito contro i mezzi Euro Zero. Secondo gli organizzatori, numeri alla mano, questi mezzi tanto demonizzati in realtà incidono sull’inquinamento cittadino per una percentuale inferiore all’1%: vietarne la circolazione, insomma, sarebbe come mettere un cerotto su una ferita da granata: “Ecco perchè mentre l’ordinanza anti smog chiamava a processo le Vespe, il comitato RespiriAmo ha scelto di riunire intorno ad un tavolo associazioni, tecnici, esperti di settore ed istituzioni per portare alla luce verità che in tanti non conoscevano e che alcuni, forse, hanno volutamente scelto di ignorare fino ad oggi”.

L’inquinamento a Genova sarebbe quindi da attribuire principalmente a due fattori e quello preponderante  riguarda l’attività portuale, sia per le emissioni delle navi in rada, sia per quelle causate dalle riparazioni navali.

“Il porto in questo senso la fa da padrone, con le sue navi che tengono i motori accesi in banchina per poter funzionare e con attività industriali (le saldature in particolare) vietate nei centri urbani”, hanno indicato il chimico ambientale Federico Valerio e l’ingegnere ambientale Giangiorgio Parodi, entrambi con eccezionali curricola sia in Italia che all’estero.

 

Un dato nascosto, ma i numeri parlano chiaro: sono 3.166 le tonnellate di ossidi di azoto all’anno prodotti in porto, 877 le emissioni riconducibili agli autobus, 634 agli autoveicoli, 427 al riscaldamento domestico, 95 alla centrale a carbone dell’Enel e 41 ai motocicli, in base ai dati registrati dall’Arpal nel 2011.

Come si vede solo in seconda battuta, arrivano i veicoli di trasporto: “Quelli diesel però! E tra i grandi responsabili spiccano subito gli autobus, vetusti, che dovrebbero essere rinnovati e, perchè no, sostituiti da mezzi che potrebbero garantire il trasporto pubblico a impatto ambientale zero, come i tram, fortemente caldeggiati dall’esperto di mobilità e presidente di UTP Fiorenzo Pampolini.

“Le moto sono le più utilizzate dai genovesi per spostarsi in città più per necessità che per scelta, con una percentuale più alta della media nazionale” ha dichiarato Romolo Benvenuto, presidente dell’Associazione 2 Ruote.

 

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