A Genova i gay ricevono rispetto, a Porta Soprana le vittime Isis no

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Giovanni De Paoli
Il consigliere regionale Giovanni De Paoli con il gonfalone della Liguria
Il consigliere regionale Giovanni De Paoli con il gonfalone della Liguria

GENOVA. 23 MAR. “Oggi, mentre mi recavo nel palazzo della Regione, ho notato uno spettacolo piuttosto triste, ovvero che le bandiere di Genova issate sulle due Torri di Porta Soprana non solo non erano a mezz’asta, come il buon gusto imporrebbe dopo i tragici fatti di Bruxelles, ma che le stesse bandiere sono in uno stato pietoso. Vedere i vessilli della nostra città ridotti a due stracci strappati dal vento e scoloriti dal sole ha generato in me, e credo non solo in me, un senso di tristezza”.

E’ la denuncia del consigliere regionale del Carroccio Giovanni De Paoli, indagato per sentito dire da taluna componente della magistratura genovese, che s’impegna per i diritti di gay e lesbiche, ma lascia liberi di scappare i sospetti terroristi libici fermati in porto dalle forze dell’ordine.

“Certo, se il Comune di Genova – ha aggiunto oggi De Paoli – attraverso questa brutta immagine ha voluto dare un esempio di come la giunta Doria in questi anni è riuscita a far apparire il nostro splendido capoluogo, l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. Peccato che a fare le spese dell’incuria civica ed amministrativa della sinistra genovese, come al solito, sono i comuni cittadini e l’immagine che la città dovrebbe trasmettere ai turisti. Se Genova vuole, come deve, tornare ad essere la Superba , in loco di un trasandato suq mediorientale alla mercé di venditori abusivi e della teppaglia dei centri sociali, deve cominciare anche dalle piccole cose dal grande significato. Una di queste è l’immediata sostituzione delle bandiere di Porta Soprana, ridotte a stracci, con dei drappi nuovi. Se il Comune di Genova, forse troppo impegnato a spargere fondi nel business dell’immigrazione selvaggia, non è in grado di trovare 100 euro per tale scopo, sono pronto ad offrirmi volontario per contribuire di mio.”

 

 

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