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A Genova come in Sardegna, forse elezioni senza M5S: ricorso

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Marika Cassimatis

GENOVA. 25 MAR. Se Marika Cassimatis ha già querelato Beppe Grillo e Alessandro Di Battista per diffamazione, l’avvocato Lorenzo Borré (ex pentastellato e specialista dei ricorsi contro l’algoritmo M5S) sta preparando anche il ricorso civile per invalidare le decisioni assunte contro la sua assistita, che dovrebbe essere depositato la prossima settimana (probabilmente martedì).

In sostanza, i giudici amministrativi dovranno stabilire se la scelta “autoritaria” del garante del Movimento, ossia Beppe Grillo, di annullare le “Comunarie” genovesi (vinte da Cassimatis anziché dal più gradito Pirondini) sia stata corretta e conforme rispetto al regolamento “Non Statuto” del M5S. Non è tutto. Il Tribunale dovrà anche decidere se le successive elezioni nazionali per nominare il candidato alle elezioni comunali di Genova (vinte dal candidato unico Pirondini) abbiano rispettato le norme di tale “Non Statuto” visto e considerato che i votanti “abilitati” avrebbero dovuto essere esclusivamente “locali”. In questo caso genovesi. “Assurdo che chi abita a Palermo o Bolzano. Roma o Milano – dicono alcuni simpatizzanti del M5S – possa avere deciso il nome del candidato sindaco di Genova”.

Tuttavia, la scelta più decisiva in mano ai magistrati sarà quella di accettare o meno il ricorso ex art. 700. Ossia il procedimento d’urgenza (che in un altro caso similare non era stato accolto). In caso contrario, infatti, si rischia che il dispositivo arrivi ben oltre la data delle elezioni amministrative, ufficiosamente fissata per l’undici giugno.


Insomma, se i giudici daranno ragione a Borré e Cassimatis, ma prima di tutto se accetteranno la richiesta di trattare il procedimento con urgenza, forse a Genova si ripeterà ciò che è accaduto nel 2014 in Sardegna: alle elezioni senza simbolo M5S.

 

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