A Garlenda oggi si riapre il Castello

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Il Castello Costa Del Carretto
Il Castello Costa Del Carretto

SAVONA. 24 APR. Giornata di festa oggi per Garlenda dove, alle ore 15, si svolgeranno l’inaugurazione e la riapertura del Castello dopo gli interventi di ristrutturazione del magnifico Castello Costa del Carretto durati quasi tre lustri. I lavori di restauro sono stati effettuati mediante tre lotti; il primo lotto era stato ultimato nel 2002 (recupero delle cantine), il secondo nel 2009 (rifacimento delle coperture e delle facciate) il terzo lotto era rivolto infine al recupero dei locali del sottotetto e delle aree esterne.

Complessivamente, in questi 14 anni nell’operazione di restauro sono stati investiti un milione e 600 mila euro, dei quali un milione e 300 mila derivano da contributi esterni e 300 mila da cofinanziamenti del Comune. L’intervento di ristrutturazione dell’ultimo lotto che ha preso il via agli inizi del 2012 è stato reso possibile grazie ad un finanziamento della Regione tramite i fondi Por Fesr 2007/2013 .

“La buona riuscita del progetto – ci ha spiegato con soddisfazione il sindaco Silvia Pittoli – è dovuta ad un sinergico e forte gioco di squadra. Oggi il castello è completamente utilizzabile e quindi sarà riconsegnato al patrimonio storico, architettonico e culturale del paese. La dimora ha le potenzialità per essere motore e traino per lo sviluppo culturale e turistico del territorio”.

 

Nello stesso giorno ci sarà anche l’apertura straordinaria dei locali del sottotetto, in cui i visitatori potranno ammirare per la prima volta, le antiche cucine dove venivano preparati i pasti da parte della servitù. Alle 15 ci sarà il saluto del sindaco, delle autorità e del capo delegazione FAI, cui seguirà il taglio del nastro da parte della madrina Josepha Costa Restagno. Seguirà la visita a questa importante struttura architettonica, fiore all’occhiello di Garlenda
Questa grande giornata di festa garlendese è resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune ed il Fai (Fondo Ambiente Italiano), unitamente alla Pro Loco, il Fiat 500 Club Italia, la Protezione Civile, l’ Associazione Antiche Vie del Sale, l’ AIS Liguria, l’ Associazione Vite in Riviera, i Ristoranti Tennis Club Garlenda, il Frantoio, l’ Osteria del Borgo e l’Azienda Agricola La Casetta. Per tutta la giornata resterà aperto e visitabile anche il Museo multimediale Dante Giacosa all’interno del Fiat 500 Club Italia.

Riguardo alla riapertura del famoso Castello garlendese abbiamo ricevuto nei giorni scorsi un comunicato da parte della segreteria dell’ Associazione “Amici nell’Arte” che volentieri pubblichiamo: “In occasione della prossima riapertura del Castello di Garlenda, ci teniamo a farvi giungere anche la nostra “voce”, con preghiera di divulgazione. Indubbiamente il fatto che il castello di Garlenda venga riaperto al pubblico il prossimo 24 aprile, dopo un lunghissimo periodo di inattività dovuta ai numerosi lavori di restauro, è un importante traguardo per tutti e ce ne rallegriamo. Tuttavia, sia come persone che come associazione noprofit, non possiamo dimenticare il grave episodio avvenuto nel 2011 che ci ha ingiustamente coinvolto in un perfido ingranaggio legale che sta facendo del male a tante persone. Ciò che ci dispiace e ci turba è che tutto sembra ritornare ad una surreale normalità, come se nulla fosse mai accaduto, come se il povero musicista non fosse mai precipitato nella tromba del costruendo ascensore, e come se i lunghi anni di collaborazione con l’amministrazione comunale, relativi ad arte, cultura ed informazione svolti dalla nostra Associazione non fossero mai esistiti, anzi…Non una sola parola nel merito da parte della corrente amministrazione, né da parte di chi ha amministrato in precedenza. Fra poco inoltre, il 24 ed il 25 maggio 2016, vi saranno nuove udienze dei processi civile e penale che ci vedono attaccati violentemente proprio dagli avvocati dell’Assicurazione e del comune, dimenticando che i proprietari del castello non eravamo noi e che non ci spettava porre rimedio a carenze strutturali del palazzo, carenze a noi del tutto sconosciute.Pur fiduciosi nella Giustizia italiana, ci sentiamo tuttavia vittime incolpevoli di un “fatto” al quale siamo completamente estranei. Purtroppo, come accennato sopra, proprio non possiamo essere “orgogliosi” di questo nuovo evento che ci vede schiacciati da ingiuste accuse e privati del piacere di “fare arte”, forse per lunghi anni, così come è sempre stata nostra consuetudine”.
CLAUDIO ALMANZI

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