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A Firenze per visitare il mitico Giubbe Rosse

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Le Giubbe Rosse a Firenze

FIRENZE. 22 GIUG. Dopo le belle mostre di Alba, Taormina e Torino dedicate al Futurismo ed in attesa di visitare quella su Fortunato Depero (fino al 2 luglio a Parma alla Fondazione Magnani-Rocca) siamo andati a Firenze, nel cuore del centro storico. Qui abbiamo fatto visita ad uno dei luoghi più importanti per la storia letteraria del Novecento. Per lo meno per quella italiana, un luogo di culto anche per l’ arte essendo stato per lungo tempo il ritrovo preferito dei futuristi toscani.

Si tratta del Caffè Storico “Le Giubbe Rosse”, un locale che venne fondato nel 1897 dai fratelli Reininghaus, fabbricanti di birra tedeschi. Secondo la moda viennese del tempo, i camerieri indossavano giubbe rosse tanto che i fiorentini, trovando difficoltà nel pronunciare il nome straniero del caffè, preferivano dire semplicemente: “Ci vediamo da quelli con le giubbe rosse”. Così dicendo nacque nel tempo il nome. A partire dal 1913 il locale divenne la sede fissa per gli incontri dei futuristi fiorentini e si trasformò ben presto in famoso luogo di incontro anche per letterati ed artisti italiani e stranieri. E’ possibile ancora oggi nel locale ammirare foto, documenti, disegni e memorie dei suoi celebri frequentatori. Dagli anni Sessanta nelle sale del ristorante vengono anche ospitate mostre d’arte ed il “Giubbe Rosse” è divenuto così uno dei luoghi più prestigiosi a Firenze per esporre quadri ed opere d’arte.

Anche se è impossibile ricordare tutti i personaggi illustri, gli artisti e gli intelletuali che vi hanno lasciato un segno e che vissero un periodo esaltante della loro giovinezza artistica, o della loro vita, tra i tavolini di questo sotorico ritrovo, vogliamo citarne alcuni: Dino Campana, Luciano Folgore, Ottone Rosai, Alberto Viviani, Giuseppe Vannicola, Nicola Moscardelli, Arrigo Levasti, Giannotto Bastianelli, Angelo Cecconi, Ugo Tommei, Federico Tozzi, Raffaello Franchi, Marino Moretti, Fernando Agnoletti, Mario Novaro, Arturo Reghini, Medardo Rosso, Andrè Gide, Gordon Craig, Luigi Bertelli.
Più avanti divenne il ritrovo fisso per Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi, Carlo Carrà, Gino Severini, Primo Conti, Federico De Robertis, Elio Vittorini, Romano Bilenchi e successivamente di Zavattini, Landolfi, Delfini, Gatto, Pratolini, Bo, Bigongiari, Parronchi, Traverso, Macrì, Montale, Gadda, Loria, Bonsanti, Raffaello Franchi, Capocchini, Colacicchi, Vieri Nannetti, Sebastiano Timpanaro, di Annigoni, Bueno, Loffredo, Guarnieri, Bergomi, Dylon Thomas ed Ezra Puond.


Un luogo negli anni diventato mitico: è perciò impossibile visitare Firenze senza fare un salto dalle Giubbe Rosse almeno per bere qualcosa e respirare l’ atmosfera che da più di cento anni ha accolto pittori, poeti, giornalisti, scrittori, cineasti ed artisti italiani e stranieri.
CLAUDIO ALMANZI

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