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A Finalborgo riflettori accesi sul Parkinson

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A Finalborgo riflettori accesi sul Parkinson

SAVONA. 29 MAR. Venerdì 31 marzo, ai Chiostri di S. Caterina a Finalborgo, si svolgerà “Liguria Parkinson 2017” che, grazie alla partecipazione di esperti di fama nazionale ed internazionale, prenderà in esame i punti essenziali che caratterizzano questa complessa patologia che rappresenta la II° malattia neurodegenerativa per frequenza colpendo circa 3 milioni di individui nel mondo.

Quest’anno cade il bicentenario della pubblicazione del “Trattato sulla Paralisi Agitante” di James Parkinson, nel quale l’autore da cui deriva il nome della malattia, riesce a cogliere gli elementi essenziali che caratterizzano ancor oggi la patologia.

Da allora la medicina ha fatto molti progressi e, anche se la descrizione di Parkinson ha ancora un suo valore, si è arrivanti a classificare diversi sottotipi di questo disturbo, il cui esordio può avvenire molti anni prima rispetto alla sue manifestazioni cliniche.


“Una sessione del Convegno sarà dedicata a quelle terapie, utili nella fase avanzata  della malattia, che presuppongono l’uso di devices come da esempio la stimolazione cerebrale profonda. Verranno anche illustrate e messe a confronto le nuove terapie farmacologiche oggi a disposizione. Non mancheremo di affrontare il tema della riabilitazione  utile non solo da un punto di vista motorio, ma anche cognitivo.” spiega la Dott.ssa Tassinari, direttore della Neurologia di Pietra Ligure e responsabile scientifico  dell’evento.

“Una parte del Convegno è dedicata a particolari disturbi connessi con la malattia come la stipsi. A  tal proposito,  hanno assunto grande interesse le alterazioni della flora batterica (microbioma) a livello intestinale, presenti in questi pazienti. Il sistema gastrointestinale è una sfida con i suoi 10 trilioni di batteri ed è il tessuto che contiene circa il 70% dei tessuti linfoidi corporei. Ne deriva quindi un intervento nella regolazione della risposta infiammatoria, anche a livello del sistema nervoso  con conseguente eventuale neurodegenerazione.”

“In ultimo non dimentichiamo che per medici e professionisti rimane aperta la sfida di personalizzare quanto più possibile il trattamento per migliorare la qualità di vita dei pazienti e per agevolare i familiari e le persone che li assistono quotidianamente”.

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