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A 4 anni muore di malaria: ricoverata con altri bimbi che avevano contratto malattia in Africa

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Ospedale

TRENTO. 5 SET. A quattro anni muore per la malaria, malattia debellata da 30 anni in Italia. Il tragico episodio è successo nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale di Brescia, dove la piccola Sofia era stata trasferita d’urgenza dal Santa Chiara di Trento. A Brescia, infatti, oltre al reparto di Rianimazione pediatrica è presente un Istituto sanitario per le malattie tropicali.

La magistratura bresciana ha aperto un’inchiesta. Secondo alcune indiscrezioni, sono in corso indagini su un ricovero precedente della bambina al Santa Chiara nei giorni successivi a Ferragosto, avvenuto nello stesso periodo in cui erano ricoverati altri due bambini che avevano contratto la malattia in Africa, poi per fortuna guariti.

Tuttavia, secondo gli esperti, la malaria si contrae molto raramente da persona a persona perché generalmente si trasmette tramite punture d’insetto. A Trieste ed a Bibione, dove la bimba era stata in vacanza, però, non risulta che esistano esemplari della zanzara portatrice della malattia endemica in alcune zone dell’Africa, dell’Asia e del Sudamerica.


La bimba di Trento era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plasmodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles.

“È un caso criptico, rarissimo – ha commentato oggi Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – perché questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c’è ed è ignota allora la modalità di trasmissione. So che la piccola non è stata all’estero. A questo punto, occorre attendere l’indagine epidemiologica. Visto che in Italia la zanzara non esiste, la trasmissione allora può avvenire con contatto sangue nel sangue e quindi da qualcuno che ha già contratto il virus. Ma al momento non sappiamo nulla sulla modalità di trasmissione e, sottolineo, questi sono casi davvero molto rari”.

Ma già circa un mese fa era emerso un altro caso simile, sempre a Trento. Alcune testimonianze parlano di una famiglia di ritorno dalla Nigeria ricoverata al Santa Chiara con febbre altissima e vomito. La diagnosi anche in quel caso fu di malaria.

 

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