50ENNE MORTO PER SALVARE FIGLIO. INDAGATI I DUE BAGNINI

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Madre e figlia ucraine salvate dai bagnini

bagninoIMPERIA. 27 LUG. La Procura d’Imperia ha indagato i due bagnini dello stabilimento “Papeete” dove, sabato scorso, un papà è morto per salvare il figlio di 15 anni che era in difficoltà mentre faceva il bagno con il mare agitato.

L’accusa per i bagnini, un ragazzo di 19 anni e un 65enne, è di omicidio colposo in concorso per condotta omissiva.

La procura vuol verificare il comportamento dei bagnini per capire se tutto è stato fatto per cercare di salvare l’imprenditore 50enne, Mauro Feola e se i regolamenti previsti in caso di mare agitato sono stati fatti rispettare

 

l figlio, che si era tuffato nonostante la bandiera rossa che indica il pericolo, era riuscito a tornare a riva, mentre il padre era stato visto finire sott’acqua e riemergere più volte mentre la corrente lo stava trascinando al largo.

La magistratura ha disposto l’autopsia per capire se Feola è morto annegato o per un arresto cardiaco dovuto allo sforzo compiuto per aiutare il figlio a tornare a riva. L’indagine è affidata alla Capitaneria di porto che ha già raccolto varie testimonianze, poi il magistrato interrogherà i due bagnini.

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