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47enne dello Sri Lanka prende a bottigliate la moglie: arrestato

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GENOVA. 7 GIU. E’ arrivata dallo Sri Lanka nel 2013 per ricongiungersi con il marito, sposato 18 anni fa, portando con sé anche la figlia minorenne.

Secondo la ricostruzione della polizia, il cingalese in Italia ha cominciato ad abusare di alcol che via via lo hanno reso aggressivo nei confronti dei famigliari. Da tempo, infatti, la moglie subiva violenze, ma per paura che il coniuge perdesse il lavoro, non le aveva mai denunciate.

Lunedì sera, quindi, è avvenuta l’ennesima aggressione. Il 47enne completamente ubriaco ha afferrato una bottiglia e ha colpita ripetutamente al volto la donna, provocandole una profonda ferita da taglio sul labbro. In casa, oltre alla figlia minorenne, era presente anche un parente della moglie che l’ha subito soccorsa e accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Martino.


Gli agenti del posto fisso di Polizia, avvisati dal personale medico, hanno subito richiesto l’intervento di una volante per rintracciare il marito violento, rimasto a casa a smaltire la sbronza.

Dopo l’arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, il cingalese è stato rinchiuso a Marassi.

La questura genovese ha inoltre comunicato che dall’inizio dell’anno il progetto “E.V.A.”- Esame Violenze Agite-dedicato al contrasto della “intimate violence” (violenza domestica) ha consentito alla Polizia di monitorare oltre 50 casi di maltrattamenti in ambito familiare, la maggior parte dei quali  riguardanti situazioni di violenza in danno di compagne, mogli, fidanzate, conviventi. In due casi la vittima è risultata essere un uomo.

Il progetto E.V.A. prevede che qualsiasi pattuglia della polizia intervenga per segnalazioni di violenza in famiglia, in particolare nei casi di minacce, ingiurie, molestie o percosse, debba trattare la situazione secondo un protocollo che individua particolari modalità di ascolto della vittima e dedica speciale attenzione anche alle vittime di “violenza assistita”, spesso minorenni.

La finalità del progetto è anche quella di costruire una memoria storica che serva sia per il monitoraggio del fenomeno, sia per la relativa strategia di contrasto. Dal punto di vista operativo, l’attuale normativa consente alla polizia di  adottare, per l’autore “memorizzato”, provvedimenti restrittivi quali l’arresto obbligatorio in flagranza per i reati di maltrattamenti e stalking.

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