25 aprile, Toti ricorda i marò come Mattarella: fischi e contestazioni

2
CONDIVIDI
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a settembre in visita ufficiale a Genova e Stella, lunedì il presidente della Camera Laura Boldrini in piazza Matteotti per le celebrazioni del 25 aprile
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a settembre in visita ufficiale a Genova e Stella, venerdì aveva fatto una dedica p
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a settembre in visita ufficiale a Genova e Stella. Venerdì aveva dedicato il 25 aprile ai nostri valorosi marò

GENOVA. 25 APR. Stamane Giovanni Toti ha preso la parola in piazza Matteotti per le celebrazioni del 25 aprile, organizzate dall’Anpi con Laura Boldrini e Marco Doria.

Prima è stato accolto da alcune contestazioni. Poi, quando ha ricordato i nostri valorosi marò, ha ricevuto una valanga di “buuuu” e fischi da estremisti della sinistra.

Tuttavia, Toti non ha fatto altro che rimarcare e seguire la linea tracciata da Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica, infatti, venerdì scorso aveva già dedicato il 25 aprile ai nostri marò, dimostrando di essere un accorto Capo di Stato e ricevendo poi i ringraziamenti anche da parte di esponenti del Pd.

 

Davanti al palco con il presidente della Camera, il governatore ligure e il sindaco di Genova, questa mattina c’erano circa mille persone. Inutile spiegare ai contestatori che i nostri fucilieri di Marina erano in missione di pace e sono ancora ingiustamente trattenuti in India, anche se non esiste neppure una vera o minimamente attendibile prova contro di loro.

Toti ha commentato: “I fischi per me ci stanno e pazienza, ma quando si fischiano i due marò, i quali sono figli e nipoti dei giovani che dopo l’otto settembre 1943 garantirono la possibilità di essere qui in piazza oggi, ci si resta male. Davvero male”.

“In un giorno in cui – ha aggiunto il governatore – celebriamo insieme tanti ragazzi, senza divisa e con la divisa, che hanno rischiato e perso la vita servendo un’ideale e costruendo il nostro paese, la nostra Repubblica, in cui tutti crediamo, ho ritenuto giusto come ha fatto il Presidente Mattarella, ricordare altri due giovani con la divisa, i fucilieri di Marina che anche oggi non possono essere qui con noi. Latorre e Girone meritano il rispetto di tutti i cittadini e le istituzioni, come chiunque, indossando una divisa e rischiando la vita, serve il nostro paese. Mi auguro che siano con noi il prossimo 25 aprile per poterlo celebrare insieme.

Io spero che, come l’insurrezione di Genova anticipò quel grande momento di catarsi nazionale che fu il 25 aprile, in questo anniversario possa partire dalla Liguria un simile movimento che, pur nelle diversità che ciascuno di noi rappresenta e ha il diritto di manifestare, veda la politica riconciliarsi con la società civile e veda, oggi come allora, un grande sforzo di tutti, come fu la Resistenza, al di là dei credo e delle ideologie, per far uscire il nostro paese da un periodo buio, di crisi e di mancanza di lavoro, a cui tutti dobbiamo collaborare. Un movimento che rinsaldi la politica nelle sue differenze intorno ai valori che in questi 70 anni gli italiani hanno saputo costruire insieme. Celebriamo il 25 aprile con i suoi valori di libertà pluralismo in cui tutti noi ci riconosciamo profondamente.

Questo 25 aprile cade nel 120° anniversario della nascita di un grande ligure, partigiano e presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che venerdì scorso l’assemblea legislativa regionale in seduta solenne ha ricordato e celebrato nel suo paese natale, Stella, e che ricorderemo e celebreremo ancora insieme al Presidente Mattarella, inaugurando la casa-museo al termine dell’intervento di restauro il prossimo 25 settembre”. Fabrizio Graffione

 

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO