18° GENOVA FILM FESTIVAL. I VINCITORI

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genova film festival genova film festivalGENOVA. 7 LUG. Per la diciottesima edizione del GENOVA FILM FESTIVAL erano 28 le opere finaliste (19 cortometraggi e 9 documentari) scelte fra le circa 350 provenienti da tutta Italia che hanno partecipato alle selezioni del Concorso Nazionale per Cortometraggi e Documentari dedicato ai talenti emergenti del nostro cinema, diventato nel corso degli anni un importante osservatorio sulle nuove tendenze e momento di incontro e confronto tra registi e pubblico.

Fra i 19 cortometraggi finalisti del Concorso Nazionale Cortometraggi, la giuria ufficiale composta dal regista Renato Chiocca, dal comico Antonio Ornano e dal regista e sceneggiatore Giovanni Robbiano, ha attribuito all’unanimità il Premio per il Miglior Cortometraggio al film
Have Sweet Dreams di Ciprian Suhar “Per la capacità di raccontare la realtà sociale di un paese con una tensione cinematografica che unisce pietas per i personaggi e forza visiva”.

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale a Panorama di Gianluca Abbate (Salerno)

 

Per l’originalità stilistica che unisce con dovizia tecnica grafica e sound design”.

Il Premio per la Miglior Colonna Sonora è stato assegnato al film Totems di Sarah Arnold (Padova) Per la scelta timbrica e la discrezione del dialogo tra musica e immagini”.
Per il Concorso Nazionale Documentari la giuria, composta dal regista Massimo Bacigalupo, dalla produttrice, regista e direttrice del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina e dal reporter e caporedattore RAI Liguria Tarcisio Mazzeo rappresentato dalla giornalista Emanuela Pericu ha assegnato il Premio per il Miglior Documentario a Rada di Alessandro Abba Legnazzi (Brescia)Per la scelta originale del soggetto e del set, per il linguaggio poetico che sa fondere la nostalgia e lo humor, per la sensibilità nel mettere in rilievo l’umanità profonda dei personaggi un tempo viaggiatori avventurosi ora costretti alla staticità coinvolgendoli in un esperimento cinematografico molto interessante”.

Il film Rada è ambientato nella casa di riposo per gente di mare di Camogli.

La giuria ha inoltre deciso di assegnare due menzioni speciali a Uomini Proibiti di Angelita Fiore (Varese) e a Habitat – Note personali di Emiliano Dante (L’Aquila).

Il premio per il Miglior Cortometraggio e il Miglior Documentario è sostenuto da E-Motion, azienda genovese leader in Italia per la produzione e post-produzione per il cinema digitale (prima società italiana e tra le prime al mondo ad aver adottato il sistema di ripresa basato sulla tecnologia Red One camera) che metterà a disposizione servizi per la realizzazione di una nuova opera.

La Giuria del Premio della Critica, assegnato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici e composta da Claudio Bertieri, Furio Fossati, Anna Parodi, Massimo Marchelli e Aldo Viganò.

Il Premio della Critica viene assegnato a:

How I didn’t become a piano player di Tommaso Pitta (Milano) “per la padronanza narrativa, il tono spigliato e l’ottima direzione degli attori al cortometraggio di finzione”.

La giuria segnala inoltre nella sezione Documentari, Uomini Proibiti di Angelita Fiore (Varese) “per l’eleganza e il pudore con cui vengono raccontate le storie intrecciate di ecclesiastici con altrettante donne e nella sezione Fiction, La Valigia di Pier Paolo Paganelli (Bologna) “per il virtuosismo con cui si racconta, utilizzando la tecnica dell’animazione, il passaggio terminale di un’umana esistenza”.

La giuria di Obiettivo Liguria è composta dal regista Marco Cucurnia, dalla giornalista Giulia Mietta e dallo sceneggiatore Massimo Santimone.

Vince il concorso Obiettivo Liguria il documentario Cesio, il paese di Angein di Alessandro Grosso con la seguente motivazione: “Una grazia discreta tra le giovani rughe di un uomo, di una donna, di un popolo che conosce la pazienza per far crescere una pianta e dona senso di pace e di futuro”. Alessandro Grosso, nato a Cremona, ha girato il film a Cesio, in provincia di Imperia.

La giuria ha inoltre deciso di assegnare tre menzioni speciali a:

L’anima nascosta di David Valolao con la motivazione:“Ci aiuta a ricordare che non c’è nulla che non si può portare a se”
Lost in revolution di Marco Grasso e Davide Pambianchi con la motivazione: “Il racconto di una realtà complessa, lontana da noi e pure che ci riguarda come tutte le rivoluzioni che si perdono per strada”
Grigia Paura di Fabio Bianchi, Davide Bini, Daniele RiccioniPer la scelta stilistica del bianco e nero e delle immagini statiche, con dialoghi spesso fuori campo capaci di creare un senso di angoscia palpabile che aumenta anche grazie all’interpretazione della protagonista. La paura della perdita del lavoro è più pesante di un licenziamento vero e proprio che i registi lasciano in sospeso aumentando l’inquietudine”.

Il Premio Obiettivo Liguria per la miglior opera consiste nell’utilizzo gratuito di attrezzature illuminotecniche e di ripresa (luci, carrello, crane, blue screen…) della società GenovaFilmService per la produzione di un nuovo film.

Il Premio del Pubblico è stato vinto dal film Haram di Max Gaggino.

Il Premio Daunbailò, assegnato dall’Associazione organizzatrice del Festival, è stato invece assegnato al cortometraggio Have Sweet Dreams di Ciprian Suhar (Roma).

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