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120 anni della Funicolare Zecca-Righi, cerimonia a Palazzo Tursi

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120 anni della Funicolare Zecca-Righi, cerimonia a Palazzo Tursi

GENOVA 28 SET. Si tiene oggi la festosa cerimonia per i 120 anni della Funicolare Zecca-Righi, che prevede le corse gratuite per tutta la giornata di oggi. La manifestazione della ricorrenza della costruzione e messa in esercizio dell’impianto avvenuta nel lontano 1897, comincia alle 10 a Palazzo Tursi.

In abiti d’epoca sarà rievocata la figura di Franz Josep Bucher, l’ingegnere svizzero che inventò il sistema di traino in salita e trascinamento in discesa, lo realizzò in patria per salire sul monte Rigi e poi calò a Genova dove replicò la funicolare. Da allora la collina del Castellaccio prese il nome di Righi, assonando la toponomastica geografica svizzera: musicisti svizzeri suoneranno l’Alphorn, il lungo corno da montagna. Partecipano: il Sindaco Bucci, il Vicesindaco Balleari, il Console Generale della Confedrazione Svizzera a Milano Félix Baumann, il direttore generale di Amt Stefano Pesci e per la “Rigi Bahnen” d’oltralpe Stephen Otz, oltre ad esperti dell’Università del DITEN, il Dipartimento di Ingegneria Navale, Elettrica e delle Telecomunicazioni e del CIRT, Centro di Ricerca Trasporti.

Presente anche una delegazione di Docenti e 25 studenti di due classi delll’indirizzzo Cat-Geometri dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Gastaldi-Abba” di Genova, Plesso di Teglia.


Sarà presentata la targa celebrativa del gemellaggio tra le due aziende che sarà poi affissa alla stazione superiore del Righi. Alle 12.30 viaggio in funicolare con gli ospiti verso il Righi dove ci sarà ancora il concerto di Alphorn che eseguirà “Ma se ghe penso”. Il mare come una tela blu disteso sotto la collina e la collina che sostiene una città in salita. Quando herr Franz Josef Bucher con lo sguardo abbraccia la Genova di fine Ottocento, non lo fa soltanto con stupore da turista. In lui, sotto al gilet e al cappello, la tempra da imprenditore richiama al senso di realtà; oltre al sogno, qui, sulle alture di Genova, c’è da riprodurre un paesaggio: identico a quello che tra il 1871 e il 1875 lui stesso ha visto in Svizzera e che collega il monte Rigi ai centri di Vitznau e Arth tramite due cremagliere. Sulla sommità del Rigi, Bucher ha appena costruito un albergo con vista sul lago dei Quattro Cantoni.

Sarà l’imprenditore, quindi di lì a poco, a convincere il Comune di Genova alla costruzione, nella città di mare, di un impianto che colleghi la valletta di San Nicolò al Castellaccio. Da lì e da quella prima intuizione, è nata la funicolare del Righi anche nel nome figlia della collina nordeuropea; in tedesco “Rigi” si pronuncia “Righi” e sarò quello anche per Genova, la cima a cui punta la funicolare, in una curiosa omonimia dell’impianto di Bucher, quale “Genueser Rigi”.

Oggi che ascensori e funicolari vengono rivalutate, veloci e poco inquinanti come sono, Amt rende omaggio all’impianto e ai suoi 120 anni: «Per giovedì il Comune – annuncia il vicesindaco Balleari – offre alla città e ai turisti la gratuità della funicolare per l’intera giornata. Sarà un’occasione per riappropriarsi dello storico impianto», annota Balleari.

Nel marzo del 1990, entra in servizio un impianto completamente nuovo, che aumenta la portata massima da 620 a circa 900 persone all’ora.

Marcello Di Meglio

 

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